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“In carcere lo fa sempre”. Francesco Schettino, la vita ‘dentro’ dell’ex comandante della Costa Concordia

Fa parte di uno di quei nomi che ogni tanto ci tornano in mente, e di cui ci chiediamo che fine abbiano fatto. Oggi parliamo di Francesco Schettino, l’ex comandante della Costa Concordia. Ricordiamo tutti l’accaduto: la nave era partita da Civitavecchia e sarebbe dovuta arrivare nei pressi di Savona, ma qualcosa andò storto.

Alle ore 21.07 la nave virò verso l’isola del Giglio e quando si trovò a 500 metri dalla terraferma, la Guardia Costiera capì che non c’era più niente da fare. Quella che stava per accadere era una tragedia vera e propria, ma fermarla non era più possibile. Alle ore 21.45 del 13 gennaio 2012, 32 persone perdevano la vita a seguito di un grave incidente. Ma l’allora capitano Francesco Schettino, che fine ha fatto? (Continua dopo le foto)

Ad oggi, Schettino sta ancora scontando la sua pena di 16 anni di reclusione, presso il carcere romano di Rebibbia. Un comportamento “esemplare” quello mantenuto in carcere da Schettino, a detta di tutti. Tra letture e meditazione, trascorrerebbero così le ore in carcere dell’ex comandante. Un unico rito: alla famiglia Schettino chiede sempre in dono una bottiglia contenente acqua di mare, con cui si cospargerebbe il capo durante l’ora d’aria. Tanti i cambiamenti avvenuti nel gennaio 2012. Schettino è intervenuto all’università di Roma, come ospite di una conferenza organizzata dal criminologo Vincenzo Mastronardi. Lui stesso si espresse a tal proposito: “L’intervento di Schettino è stato brevissimo, a commento di una ricostruzione in 3D dell’incidente. Oltretutto, c’è una differenza fra invitare una persona e chiamarla per partecipare in un contesto scientifico. L’abbiamo interpellato per dire la sua, non abbiamo promosso l’evento. Insomma, ci interessava come protagonista di quel tragico fatto”.(Continua dopo le foto)

La nave Costa Concordia guidata dal comandante Francesco Schettino urtava gli scogli de Le Scole e si inabissava vicino alla costa. L’incidente provocò anche 193 feriti. Si aprì uno squarcio lungo trenta metri e largo tre sulla fiancata di sinistra: ormai il mezzo era in balia della corrente. La nave è rimasta per mesi ferma all’isola del Giglio prima di essere trasportata a Genova per lo smantellamento. Il comandante Francesco Schettino venne condannato a 16 anni e un mese di carcere, nonostante l’accusa ne avesse chiesti 27.

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