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Firenze, picchiate persino le ragazzine: così Conte ha fatto caricare dalla Polizia chi manifestava pacificamente

Cariche, bombe carta, fumogeni: scontri tra manifestanti e polizia nel centro di Firenze, dove è andata in scena un’altra notte di proteste dopo quelle che avevano infiammato l’Italia nei giorni scorsi.

Gli scontri di Firenze

Via Calzaioli, tra piazza Duomo e piazza della Signoria, si è trasformato nel teatro dei tafferugli tra le forze dell’ordine, in assetto antisommossa, e almeno 200 dimostranti che hanno tentato di raggiungere il cuore del capoluogo toscano. Dopo una prima carica di alleggerimento, le forze dell’ordine, fatte bersaglio del lancio di bottiglie di vetro, di fumogeni ed anche di una bomba carta, hanno disperso nuovamente, con una seconda e una terza carica, i manifestanti, molti dei quali rifugiatisi nelle vie laterali.

Come riporta l’agenzia Adnkronos, gruppi di manifestanti hanno lanciato fumogeni anche in altre strade del centro e divelto cestini dei rifiuti e fioriere. Un centinaio di dimostranti, dopo che erano stati dispersi, si è ricostituito in via Tornabuoni e da via Strozzi cercando di avvicinarsi in piazza della Repubblica, dove nel frattempo si era formato di nuovo un cordone delle forze dell’ordine. Dopo il lancio di oggetti, fumogeni e bombe carta è scattata un’altra carica di alleggerimento.

Con questa nuova carica, accompagnata dal lancio di alcuni lacrimogeni, i poliziotti hanno preso il controllo della piazza, dove i manifestanti si stavano riorganizzando. Altri scontri, intanto, si sono verificati in piazza Strozzi, dove i poliziotti sono entrati in contatto con altre decine di manifestanti, alcuni dei quali sono stati fermati.

Quasi incredulo il sindaco di Firenze, Dario Nardella. “Una situazione del genere non l’avevo mai vista e ahimè c’è una minoranza di persone che vengono con l’intento di provocare scontri e violenze. Io ho visto anche persone che volevano manifestare pacificamente”, ha dichiarato Nardella nel corso della trasmissione Titolo V su Rai 3. “Quello che più mi fa soffrire ma anche arrabbiare è vedere chi cerca di strumentalizzare questa rabbia che non è accettabile”, ha concluso il primo cittadino fiorentino.

Tensione alle stelle a Bologna e Palermo

Anche Palermo si è infiammata. La protesta è degenerata in violenza dopo il lancio di petardi contro la polizia da parte di appartenenti ai centri sociali. Le manifestazioni convocate erano due, una ai Quattro Canti, a cui partecipava qualche centinaio di commercianti, e l’altra a piazza Indipendenza, dove fin dal primo pomeriggio era presente un presidio di Forza Nuova.

I guai, però, non sono arrivati da lì, bensì – ha sottolineato l’Agi – dall’altro appuntamento, preso di mira dai centri sociali. I manifestanti, circa un centinaio, dovevano poi dirigersi verso Piazza Indipendenza per raggiungere Palazzo d’Orleans, sede della Regione, dove aveva luogo l’altra manifestazione organizzata da Forza Nuova. Le forze dell’ordine, anche qui, avevano creato un cordone di sicurezza blindando di fatto la piazza. Poi, petardi, fumogeni e cariche della polizia.

Il corteo, ancor prima di muoversi, si è trasformato d’improvviso in un uno scontro tra alcuni appartenenti ai centri sociali e gli agenti in tenuta antisommossa. La polizia ha compiuto delle cariche, e fermato due uomini, caricati in un’auto di servizio. La polizia ha inseguito i manifestanti dei centri sociali lungo corso Vittorio Emanuele. Poi questi sin sono intrufolati in una via laterale facendo perdere le proprie tracce nelle stradine del mercato della Vucciria. Lungo la via hanno divelto cestini, fioriere, panchine. Un cameramen è rimasto ferito.

Bologna, tra piazza delle Medaglie d’oro, di fronte alla stazione di Bologna centrale, e la vicina piazza VIII Agosto, è andato in scena il corteo organizzato contro il Dpcm da ambienti vicini agli ultras. Dopo le 21 il gruppo, all’inizio un centinaio ma poi cresciuto fino a raggiungere circa 250 persone, ha iniziato a sfilare urlando slogan contro il governo e i giornalisti.

Lungo via Indipendenza, la strada centrale che porta verso il centro della città, i manifestanti hanno acceso anche alcuni fumogeni. Guardati a vista da un ampio spiegamento di forze dell’ordine, i dimostranti hanno sfilato fino a raggiungere piazza VIII Agosto, quella dove lo scorso gennaio le Sardine si radunarono alla vigilia delle elezioni regionali. Qui alcuni dei manifestanti, come Mazzanti, hanno rivendicato “diritti” e “libertà”.

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