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“Bonafede non permetterti anche stavolta” Carcerati, la scoperta clamorosa della Bongiorno: questi ci riprovano

Giulia Bongiorno e Matteo Salvini a valanga contro il ministro della Giustizia. Questa volta a mandare su tutte le furie la senatrice e il leader leghista è un nuovo decreto. “Dopo otto mesi di nulla assoluto – fanno sapere – il ministro Alfonso Bonafedeannuncia un altro Decreto: conoscendo la sua totale incapacità, non si azzardi a promuovere un altro Svuotacarceri per la felicità dei criminali. I cittadini, le Forze dell’Ordine e la magistratura stanno pagando un prezzo altissimo per l’inadeguatezza del Guardasigilli e di tutto il governo”.

Il timore della responsabile del Dipartimento Giustizia della Lega e del numero uno del Carroccio è un altro provvedimento che grazia i carcerati. Un’ipotesi non così remota visto l’innalzamento dei contagi da coronavirus. La stessa motivazione che aveva potato Bonafede mesi fa a concedere i domiciliari ai boss mafiosi.

ROMA – Anche per le carceri arrivano le misure anti Covid. Fuori, ma con i braccialetto elettronico, chi ha una condanna fino a 18 mesi. Ma nessuna concessione a mafiosi e protagonisti delle rivolte di febbraio. Le annuncia con un post su Fb il Guardasigilli Alfonso Bonafede che però subito precisa: “È escluso chi è stato condannato per mafia, terrorismo, corruzione, voto di scambio politico-mafioso, violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e stalking, nonché chi ha subito una sanzione disciplinare, o ha un procedimento disciplinare pendente, per la partecipazione a tumulti o sommosse nelle carceri”. 

Paletti che, già in partenza, escludono la possibilità che boss mafiosi, com’è avvenuto tra marzo e aprile di quest’anno a seguito della circolare del 21 marzo, possano andare ai domiciliari. Aggiunge il sottosegretario alla Giustizia del Pd Andrea Giorgis: “Sono norme importanti e ragionevoli che contribuiranno a ridurre i rischi di diffusione dei contagi negli istituti penitenziari senza compromettere le esigenze di sicurezza. Inoltre le norme processuali consentiranno di garantire continuità alla giustizia senza limitare i fondamentali diritti di difesa e di azione”. 

Il Covid nelle carceri 

A oggi, nelle carceri, su una popolazione di 55mila detenuti, ce ne sono oltre 150 risultati positivi al Coronavirus distribuiti nei 41 istituti di pena con alcuni focolai sotto osservazione e con oltre 200 agenti della polizi penitenziaria in quarantena a casa. I dati però, a quanto affermano fonti del ministero di via Arenula, stanno aumentando vertiginosamente giorno dopo giorno. Da qui è nata  l’esigenza – proprio com’è già avvenuto a marzo con il primo decreto sul carcere – di adottare misure di alleggerimento che contrastino una possibile diffusione della malattia. 

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