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Varati dal Governo gli indennizzi per le attività costrette a chiudere: una colossale presa per i fondelli

Il consiglio dei ministri ha varato il nuovo provvedimento di emergenza. Gli indennizzi raddoppieranno, rispetto a quelli previsti dal decreto Rilancio, per le attività chiuse dal dpcm. I soldi arriveranno entro il 15 novembre a chi aveva già fatto domanda in primavera, gli altri dovranno attendere metà dicembre. Ci sarà poi la proroga di 6 settimane della Cig Covid, un nuovo credito d’imposta sugli affitti e la cancellazione della seconda rata dell’Imu. Indennità una tantum per gli stagionali del turismo, spettacolo e lavoratori dello sport

Due miliardi per garantire ristori a fondo perduto ai settori nuovamente costretti a chiudere, o quasi, per contenere il dilagare dalla pandemia di coronavirus. E’ questo il piatto forte del “decreto Ristori” approvato martedì pomeriggio dal consiglio dei ministri, che comprende anche la proroga di 6 settimane della Cig Covid, un nuovo credito d’imposta sugli affitti, la cancellazione della seconda rata dell’Imu e indennità una tantum per gli stagionali del turismo, spettacolo e lavoratori dello sport. Gli indennizzi raddoppieranno, rispetto a quanto già ricevuto in estate dopo il lockdown, per le attività chiuse tout court, come piscinepalestre, fiere, enti sportivi, terme, centri benessere, impianti sciistici, catering, cinemasale giochi e sale bingo. Ma, stando all’ultima bozza del decreto, anche per i ristoranti, che pure potranno restare aperti a ora di pranzo e fino a ieri sembrava avrebbero ricevuto “solo” una maggiorazione del 50%. Quella che spetterà ad alberghi, affittacamere, villaggi turistici, ostelli e rifugi. Per discoteche, sale da ballo e night-club, infine, il contributo quadruplica. Nella bozza di 45 articoli c’è anche un finanziamento da 30 milioni di euro per consentire a medici di base e pediatri di eseguire “tamponi antigenici rapidi“. Per le aziende interessate dal Dpcm è prevista inoltre la sospensione dei versamenti contributivi relativi ai lavoratori per il mese di novembre, fa sapere la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.

“Abbiamo lavorato per far arrivare risorse in tempi record alle categorie penalizzate”, ha detto il premier Giuseppe Conte prima del cdm, durante l’incontro a Palazzo Chigi con le categorie più colpite, da Confcommercio (presenti Carlo Sangalli e Enrico Stoppani di Fipe), ConfesercentiCna e Casartigiani a Confartigianato. “Siamo pienamente consapevoli delle vostre difficoltà. Ho firmato il Dpcm solo quando sono stato sicuro che ci sarebbero state le risorse per il vostro mondo e per le altre categorie coinvolte”, ha assicurato poi durante la videoconferenza con i vertici del Coni, del Comitato Paralimpico e di Federnuotocon le principali associazioni di gestori di impianti sportivi e categorie che rappresentano il mondo delle palestre e delle piscine. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha partecipato in collegamento video: era in isolamento in attesa dell’esito del tampone, poi risultato negativo. I presidenti dei Consigli nazionali dei Consulenti del Lavoro e dei Commercialisti ed esperti contabili, Marina Calderone e Massimo Miani, hanno scritto a Conte chiedendogli che anche per i liberi professionisti siano previste misure di ristoro.

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