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Paura lockdown, già file davanti ai supermercati. Cosa sta succedendo in queste città italiane

Avanza la paura di un nuovo lockdown e tornano le code davanti ai supermercati. L’indice dei contagi da Coronavirus è in salita, ogni giorno il bollettino delle positività è sempre più preoccupante e c’è già qualcuno che pensa a far provviste in vista di una possibile chiusura totale. Qualcosa del genere sta succedendo a Firenze, dove alla Coop di Gavinana si sono notate file più lunghe del solito. Non una vera e propria corsa agli acquisti ma i tempi di attesa sono stati leggermente più ampi.

Come si legge su Repubblica, una fila più lunga del solito che ha costretto Unicoop Firenze a “scaglionare gli accessi, una misura a tutela di tutti”. “Le misure anti contagio sono quelle già messe in campo nei mesi scorsi, come distanziamento, accessi limitati, gel e mascherine”, dicono ad Unicoop dove sono pronti a ripristinare i filtri anche nei negozi minori se la ressa dovesse alzarsi. Come si legge su Repubblica, una fila più lunga del solito che ha costretto Unicoop Firenze a “scaglionare gli accessi, una misura a tutela di tutti”. “Le misure anti contagio sono quelle già messe in campo nei mesi scorsi, come distanziamento, accessi limitati, gel e mascherine” , dicono ad Unicoop dove sono pronti a ripristinare i filtri anche nei negozi minori se la ressa dovesse alzarsi. Insomma la situazione è nel complesso sotto controllo. Stesso discorso non si può fare per i Paesi esteri dove la corsa all’accaparramento è ripresa. Sono molto richiesti fazzoletti, asciugatutto, rotoloni e carta igienica e il distretto della carta di Lucca è nuovamente sotto pressione. “Se me lo avessero chiesto due mesi fa, avrei escluso una seconda ondata di queste proporzioni nella corsa dei consumatori ad accaparrarsi rotoloni asciugatutto e carta igienica. Invece sta succedendo in Usa e stavolta soprattutto in Inghilterra “, ha raccontato a Repubblica Luigi Lazzareschi, ad del gruppo lucchese Sofidel della carta Regina che quest’anno fatturerà oltre 2 miliardi di euro.

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