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Coronavirus, 10 regioni a rischio chiusura totale: questi sono matti da legare

Il coronavirus spaventa l’Italia. Nelle ultime 24 ore è stato registrato un nuovo boom di contagi e con quasi 8000 casi. Una situazione precipita in meno di una settimana che sta spingendo il governo ad agire per evitare il diffondersi ulteriore della pandemia. In particolare, il ministro della Salute Roberto Speranza e il premier Giuseppe Conte stanno valutando alcune misure da prendere. Il Report del monitoraggio settimanale sul coronavirus di Iss e ministero della Salute parla chiaro:  ben 10 regioni sono a un livello di rischio «moderato», ma «ad alta probabilità di progressione rapida».

Ossia stanno scivolando velocemente verso quell’area rossa del rischio «alto», che fa poi scattare lockdown locali e chiusure progressive delle attività produttive. Come in Campania, dove il governatore De Luca ha imposto la chiusura delle scuole. Destino che potrebbe presto seguire anche l’Emilia Romagna, qualora l’indice di contagio dovesse crescere. Tra le misure da adottare per fermare la corsa del coronavirus  si  continua a parlare dell’incremento dello smart working per evitare che i lavoratori prendano d’assalto i mezzi pubblici. Limitazioni per quanto riguarda le feste private e anche le cerimonie come matrimoni e battesimi. I locali, come bar e pub, potrebbero chiudere prima del previsto la sera e ci sarebbe il divieto di vendita di alcolici da asporto dopo le 22. Ma c’è di più. (Continua dopo la foto)

Sul filo del rasoio stanno in questo momento camminando Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta, quest’ultima con l’Rt più alto ( 1,53), seguita dal Piemonte con un Rt a 1,39 . Del resto, come scritto nel Report coronavirus, oramai «si evidenzia una nuova fase epidemiologica con un sovraccarico dei servizi territoriali, che potrebbe riflettersi in breve tempo in un sovraccarico dei servizi assistenziali».(Continua dopo la foto)

Fino allo scorso 4 ottobre non si sono comunque segnalate grosse criticità per le terapie intensive, infatti soltanto la Liguria e la Sardegna occupavano rispettivamente l’11 e il 12% dei letti a disposizione. A scuola la situazione sembra reggere abbastanza bene perché i focolai sono 33, quindi solo il 2,5% della settimana dal 28 settembre al 4 ottobre. Ci sono però molti casi di Covid sconosciuti, nel senso che non è chiara l’origine del contagio. E questo preoccupa gli esperti. 

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