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“Sembra semplice ansia?” Attenzione, potrebbe essere infarto: i segnali da ascoltare se vuoi salvarti la vita

di Melania Rizzoli per Libero

Vi sentite stanchi, affaticati, con mancanza di respiro, vi si gonfiano le caviglie la sera ed avete difficoltà a prendere sonno quando vi coricate, perché avvertite un senso frullìo o di oppressione sul petto che scambiate per crisi di ansia? Andate a fare un elettrocardiogramma, perché potreste avere la Fibrillazione Atriale, la forma più comune nel mondo di aritmia cardiaca, un disturbo elettrico del cuore non sempre pericoloso, ma che, se non curato, può avere conseguenze gravi, a partire dall’ictus cerebrale, fino a quelle fatali per arresto cardiaco improvviso. La Fibrillazione Atriale é una alterazione del ritmo del cuore che colpisce 10 persone su 100 dopo i 75 anni, che quando insorge si fa sentire eccome, perché dopo pochi giorni provoca stanchezza diurna, senso di vertigine, di ansia o di svenimento, fiato corto che impone di dilatare il torace con lunghi sospiri, ridotta capacità di resistenza allo sforzo (affanno nel salire le scale), sfarfallìo retrosternale, ma che altrettanto spesso si presenta con sintomi così sfumati da non venir percepiti dal soggetto affetto. Eppure basterebbe un gesto semplice per capire quando il cuore non batte a ritmo regolare, poiché per sentirlo fisicamente bastano due dita sul polso, proprio sotto la radice del pollice, dove scorre l’arteria radiale (le vene non pulsano), per tastare con i polpastrelli i battiti irregolari, quindi non ritmici, e riconoscere la subdola fibrillazione, quasi mai intuita dai pazienti affetti perché pochi sanno cosa sia questa aritmia, pur essendo una patologia cardiaca molto frequente nel nostro Paese.

I numeri – Sono oltre due milioni e mezzo gli italiani che ne soffrono e la sua diffusione aumenta con l’età, come aumenta il ritmo cardiaco che può raggiungere dai 120 ai 180 battiti al minuto, una condizione di tachicardia che, se perdura, mette spesso a rischio la vita. Quando un cuore fibrilla vuol dire che la parete muscolare di una delle sue quattro camere, non si contrae bene, per cui il suo sangue non viene pompato nelle arterie con forza e nella maniera corretta, con getti ematici regolari e ben indirizzati, ma al contrario il sangue refluisce e ristagna negli atri o nei ventricoli favorendo così la formazione di coaguli, i quali possono in parte disgregarsi o parcellizzarsi, sollecitati dal fremito muscolare, e spostarsi in piccoli trombi nel sangue arterioso, i quali poi raggiungono i capillari del cervello dove, essendo più voluminosi del loro stretto lume, si incuneano e si arrestano provocando l’infarto della zona encefalica interessata, privata dell’ossigeno vitale, determinando il temibile ictus cerebrale. Quando è parossistica l’episodio di fibrillazione atriale dura da pochi minuti a poche ore e si risolve spontaneamente, mentre quando è persistente essa dura oltre una settimana senza regredire, e addirittura può diventare permanente per un tempo indefinito.

I pazienti – Questa aritmia cardiaca colpisce con maggior frequenza i pazienti affetti da ipertensione, coronaropatia, valvulopatie, scompenso cardiaco, ipertiroidismo, diabete ed obesità e può essere facilmente e correttamente diagnosticata con un elettrocardiogramma e confermata con l’esame Holter, un apparecchio che registra per 24 ore consecutive il battito cardiaco. Per contrastare la fibrillazione atriale si ricorre alla somministrazione di farmaci anti-aritmici e beta-bloccanti per prevenire o ridurre in numero delle crisi elettriche cardiache, una terapia che va sempre associata all’assunzione di farmaci anti-coagulanti per impedire la formazione di trombi negli atri e ridurre il rischio di ictus cerebrale. Se tale approccio non si rivela sufficiente, nelle fibrillazioni atriale databili a meno di 48ore si ricorre alla “cardioversione elettrica”, una scossa impressa sul muscolo cardiaco in grado di interrompere l’aritmia con un “reset” del battito, altrimenti va considerato l’intervento di ablazione transcatetere, una procedura strumentale che risolve nell’85% il disordine ritmico, riportando il battito cardiaco al regolare ritmo sinusale. La Fibrillazione Atrialepurtroppo non causa alcun sintomo in una porzione significativa di pazienti, si verifica anche senza motivo apparente in un cuore sano (ma una causa c’è sempre), e viene scoperta, spesso in ritardo, per caso, ma anche quando non costituisce un pericolo imminente è sempre bene trattarla e possibilmente prevenirla. Per cui coloro che sono affetti da ipertensione, malattie metaboliche, sovrappeso e obesità, è bene che eseguano regolarmente un controllo cardiologico. Impegna un’ora di vita, vita che può essere salvata da un semplice elettrocardiogramma. 

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