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Ladro 17enne ucciso a Napoli, le folli pretese del padre

Napoli, il padre del 17enne morto: “Me lo hanno ucciso, non si può morire così”

“Me lo hanno ucciso alle tre di notte, la polizia non ci ha mai avvertito, so che lo hanno sollevato cadavere solo alle sei e mezza del mattino. Quando mia moglie è andata in questura, allertata stanotte dagli amici che avevano notato lo scooter insanguinato davanti all’ingresso di via Medina, le hanno detto che doveva andare in obitorio”. È sconvolto il padre di Luigi Caiafa, il 17enne colpito a morte dalla polizia a Napoli durante un tentativo di rapina. Ma perché era su uno scooter rubato? “Non lo so”. Perché era insieme a quel Ciro con una pistola giocattolo? “Non lo so”. Suo figlio era travolto da queste amicizie da questo ambiente? “Non lo so, non lo so. Ma comunque non si può morire a 17 anni così”. Luigi lavorava in una pizzeria, come “messa in prova”. Il padre è ai domiciliari.

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