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Maxi focolaio nel celebre stabilimento che alleva e vende i polli: i sindacati chiedono la zona rossa

Centottantadue positivi su 560 tamponi eseguiti. Sono i numeri del nuovo focolaio che si è sviluppato nel Trevigiano. Tutti sono dipendenti dello stabilimento agroalimentare Aia di Vazzola.  L’esplosione dei contagi che nel giro di poche settimane ha coinvolto alcune importanti aziende del territorio, pone la provincia di Treviso tra quelle in Italia  a più alto tasso di positivi da Covid-19.  Nella prima metà di agosto, nella settimana tra il 10 e il 14, era stato scoperto il primo cluster in azienda alla Brt (ex Bartolini) a Casale sul Sile, alle porte della città, poi erano seguite la Master di Vedelago e  sempre l’Aia di Vazzola.  Casi singoli anche alla Benetton. Una situazione pesante quella nella stabilimento Aia di Vazzola che ha indotto i sindacati a chiedere l’istituzione in azienda della zona rossa, con conseguente chiusura, per il tempo necessario alla sanificazione di tutti gli spazi. Il prefetto Maria Rosa Laganà si è impegnata a valutare l’ipotesi chiusura che è stata poi respinta questa mattina dopo il vertice d’urgenza a cui hanno partecipato la Prefettura, l’Ulss 2, i vertici dell’azienda, le Rsu aziendali e gli stessi sindacati.

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