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Ecco perchè sembrava un fungo atomico! Israele nega, ma non avete idea cosa sia esploso veramente a Beirut

Che cos’ha provocato le tremende esplosioni che hanno messo a ferro e fuoco il porto di Beirut, capitale del Libano? Un alto funzionario della sicurezza libanese ha spiegato alle tv locali che alcuni “materiali molto esplosivi” potrebbero essere all’origine delle violente esplosioni nella zona del porto: questi materiali erano stati confiscati e tenuti in magazzino per anni. “I servizi interessati stanno conducendo le indagini e diranno qual è la natura dell’incidente”, ha dichiarato Abbas Ibrahim, direttore generale della sicurezza. Intanto sono già più di 500 i feriti accorsi in ospedale, mentre ancora non c’è una stima ufficiale delle vittime: si parla di diversi cadaveri sotto le macerie. Da Dagospia arrivano invece maggiori dettagli su quanto concerne le esplosioni: “A saltare in aria è stato un deposito pieno di armi (forse missili) – si legge nel flash di Dago – di Hezbollah, colpito da Israele. Per questo è esploso in quel modo creando una specie di fungo ‘atomico’”. 

Ciò che è successo a Beirut ricorda Hiroshima e Nagasaki, nulla di simile era mai accaduto in passato in Libano”. Lo ha dichiarato in lacrime il governatore della capitale libanese, Marwan Abboud. Ancora non è stata stabilita l’entità dei danni procurati dalle due esplosioni che si sono verificate nella zona del porto: di sicuro quelli materiali sono ingenti, a giudicare da fumo e fiamme che ancora si alzano dal luogo del disastro. Tutti gli ospedali sono in allarme, si parla di centinaia di feriti, mentre le vittime certificate sarebbero almeno dieci ma il bilancio è probabilmente destinato a salire: tra macerie e case distrutte, sono già molto lunghe le code all’esterno degli ospedali, dove le persone insanguinate e con traumi vengono messe in attesa per far spazio ai feriti più gravi. Anche due militari italiani sono rimasti coinvolti nelle esplosioni, per fortuna non in maniera grave, mentre altri sono sotto osservazione perché in stato di choc. Intanto si indaga sulle ragioni delle esplosioni: non si esclude la pista che porta ad un attentato, ma per ora la versione più diffusa è quella del disastro innescato da alcune sostanze esplosive che si trovavano in un magazzino nella zona del porto.

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