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Notte di terrore all’Aquila, la città assediata dagli incendi dolosi, boschi devastati dalle fiamme

L’Aquila è ancora assediata dalle fiamme. Dopo gli spaventosi roghi che da giovedì hanno distrutto più di 200 ettari di bosco nei pressi di Arischia e Pizzoli, alle porte del capoluogo abruzzese, venerdì si è aperto un nuovo fronte, nella zona di Cansatessa, dove l’incendio, come riferito da testimoni sul posto, è arrivato a meno di duecento metri dal centro abitato, scatenando il panico fra gli abitanti. Numerose le squadre dei vigili del fuoco, dei carabinieri forestali e della protezione civile impegnate per cercare di fermare l’avanzata delle fiamme, aiutati dall’alto da 5 Canad Air e da alcuni elicotteri. Anche in questo ultimo focolaio, i carabinieri avrebbero trovato inneschi: simili scoperte sono state fatte nella pineta delle montagne di Arischia da dove il fuoco sarebbe partito in origine. I militari e i vigili del fuoco presenteranno relazioni alla Procura della Repubblica aquilana che avvierà una inchiesta. Al momento non ci sono certezze che il rogo di Cansatessa e Pettino non sia collegato a quello di Arischia.

La prefettura ha inviato nella zona di Arischia anche i nuclei specializzati del IX Reggimento Alpini. Impressionante la foto pubblicata nella tarda serata sul profilo twitter di Giovanni Barba, che mostra le montagne intorno alla città illuminate dai roghi nella notte. I roghi in linea d’aria sono a pochissimi chilometri di distanza da L’Aquila.

«Invito tutti i cittadini che hanno notizie o hanno visto qualcosa di sospetto a comunicare, anche in forma anonima, alle forze dell’ordine qualsivoglia informazione utile all’individuazione di chi, sciaguratamente, sta mandando in fumo ettari di bosco, patrimonio di tutti»: è questo il drammatico appello lanciato dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, dopo un sopralluogo a Cansatessa. «I Carabinieri Forestali» ha aggiunto «hanno individuato la zona di innesco dell’incendio di Monte Omo di Arischia, escludendo categoricamente una causa accidentale o di autocombustione. L’incendio, a loro dire, è assolutamente doloso e la concomitanza di innesco con l’incendio di Cansatessa lascia presagire lo stesso disegno criminale». Il sospetto è che dietro le azioni criminali che stanno devastando le montagne intorno a L’Aquila possano esserci interessi speculativi.

Ingenti i danni al patrimonio naturalistico: negli ultimi due giorni sono andati distrutti almeno 200 ettari di terreno. Secondo Tommaso Navarra, presidente del Parco Nazionale Gran Sasso Laga, le fiamme hanno bruciato nella zona di Arischia almeno 100 ettari di bosco di pino nero che erano stati piantati negli anni Trenta. Gli effetti dell’incendio sono stati registrati anche dalle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, che hanno rilevato picchi anomali di benzeni prodotti dalle fiamme.

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