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Zangrillo: ‘Vi stanno ingannando, il virus è cambiato: ecco il motivo dei miei appelli per tornare alla normalità’

« Io riporto solo l’evidenza, ovvero che oggi il virus non produce una malattia clinicamente rilevante. Ma questo non vuol dire che il virus non esista più: sono stato il primo, già ad aprile, a dire che dovremo convivere con il Sars-Cov-2 finché non arriverà un vaccino»@neXt quotidiano | luglio 30, 2020 | 06: 22

Alberto Zangrillo rilascia oggi un’intervista a Repubblica per negare di essere un negazionista del virus ma anche per affermare che la malattia “è cambiata” rispetto all’inizio della pandemia.

«Lo dimostra il mio lavoro di questi mesi e quello condotto da tutto l’ospedale San Raffaele. Lavoro di clinica e ricerca: sin dall’inizio ci siamo occupati dell’epidemia. Io riporto solo l’evidenza, ovvero che oggi il virus non produce una malattia clinicamente rilevante. Ma questo non vuol dire che il virus non esista più: sono stato il primo, già ad aprile, a dire che dovremo convivere con il Sars-Cov-2 finché non arriverà un vaccino. Se colleghi universitari milanesi si permettono di dare del negazionista a chi come me è andato in mezzo ai malati e se ne è preso cura, ne risponderanno».

Le teorie negazioniste purtroppo però prendono piede, in America anche con il sostegno del presidente Trump.
«Io non mi esprimo su Trump, non sta a me farlo. Ricordo però che gli Usa sono un Paese molto diverso dall’Italia. Ampio e composto da un insieme di Stati differenti dal punto di vista sanitario, come sottolineato recentemente anche dal professor Fauci che con Trump ha un rapporto costante. È un Paese nel quale la curva dei contagi ha iniziato a salire dopo e dove negli ultimi mesi ci sono state manifestazioni nonché un lockdown meno scrupoloso di quello italiano: paragoni tra noi e loro non sono possibili. Anche se per esempio in queste settimane in Florida, pur avendo un numero maggiore di casi, stanno notando anche loro un calo della letalità fino a otto volte».

andrea crisanti zangrillo

Che cosa si deve dire, oggi, a chi non crede che il virus esista più?
«Bisogna dare indicazioni chiare e autorevoli: non è vero che il virus non esiste più, io non l’ho mai detto così come non ho detto che è mutato. Ho però affermato — e lo sostengo ancora perché questa affermazione si basa sull’osservazione e la cura diretta dei pazienti — che la situazione clinica oggi è diversa».

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