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Non solo scorta, esercito, servitori e badanti: ecco dove scroccherà la vacanza al mare il paracarro Napolitano, alla faccia dei sacrifici degli italiani

Salvatore Dama per “Libero quotidiano”

Il posto da fuori è abbastanza anonimo. C’è un cancello in ferro battuto, poi un camminamento che conduce al corpo di fabbrica principale, ombreggiato da pini marini secolari. Tre persone di mezza età, vestite in short e ciocie, citofonano ed entrano con un paio di buste della spesa a testa. Sembra un residence qualsiasi. In realtà, Villa Ginori è una base logistica militare. Ma, dato il suo sbocco diretto sulla darsena di Cecina mare, funge da foresteria per le famiglie dei militari. La posizione è ottima.

Proprio a ridosso del corso, dove hotel a tre stelle e ristorantini provano a riprendersi dalla crisi post-Covid. In piazza Sant’ Andrea ci sono un circolo Arci, frequentato da anziani che giocano a carte, e la chiesa parrocchiale di Sant’ Andrea Apostolo. Con un enorme mosaico marino sulla facciata. luogo ideale È il posto ideale per le famiglie dei militari che vogliano farsi un soggiorno in tutta serenità. La spiaggia privata ha duecento ombrelloni, pedalò, pattini, canoe, cabine-spogliatoio. Ci sono piscine, campi di calcio, tennis, il mini club per i bambini.

Si organizzano cene e serate danzanti. Prenotare, però, è un casino. Tutta un’ala della foresteria è stata occupata da un ospite importante. Eccellente. Si tratta del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. È il secondo anno che l’ex Capo di Stato, 95enne, viene qui con la signora Clio. Evidentemente si sono trovati bene. E, come l’anno scorso, i coniugi Napolitano non si sono presentati soli.

Una stanza è stata riservata al medico personale di Re Giorgio. Altre ai filippini della coppia. Insomma, un bel gruppo nutrito. Nel 2019 l’ex presidente della Repubblica si trattenne a Villa Ginori quasi cinquanta giorni. E la sua segreteria ci tenne a precisare che l’ex dirigente del Pci si era pagato da solo il soggiorno nella base militare. Anche stavolta è plausibile che abbia messo mano al portafoglio personale.

Quello che fa discutere, quest’ anno come l’anno scorso, è l’enorme dispositivo messo in piedi per vigilare sulla sicurezza del due volte capo di Stato. A tutela dei coniugi Napolitano ci sono oltre dieci uomini di scorta che si danno il cambio, facendo turni estenuanti davanti alla sua stanza. Non solo: marito e moglie ci hanno tenuto ad avere due autisti. Uno per lui e uno per lei. Per farci cosa? Finora Re Giorgio non si è visto in giro per Cecina.

È rimasto chiuso nella base già vigilata dall’esercito. A quanto pare, anche a causa di condizioni di salute tipiche della veneranda età, l’ospite si fa servire i pasti in camera e limita le sue uscite al perimetro della residenza. Però ha dieci uomini di scorta. Ai quali vengono pagati straordinari, integrativi, pasti in trasferta. Già l’anno scorso il caso era stato segnalato dal sindacato di polizia: «Troppi poliziotti di scorta al presidente della Repubblica emerito Giorgio Napolitano. Ben quattro agenti, due per lui e due per la moglie. Così si penalizza il controllo del territorio in un momento delicato come l’estate».

Lo dichiarava il segretario del Sindacato autonomo di polizia, Stefano Paoloni. dieci uomini Ma non ci sono solo poliziotti a garantire la sicurezza dell’ex alta carica dello Stato. Gli uomini impegnati al fianco dell’ex presidente sembra che siano più di dieci in totale. «La scorta per il presidente emerito Napolitano, sacrosanta, distoglie almeno dodici poliziotti, finanzieri e carabinieri dal controllo del nostro territorio, proprio in un periodo in cui moltiplichiamo le presenze», si era lamentato nel 2019 il sindaco di Cecina, Samuele Lippi, «la nostra cittadina è relativamente tranquilla, anche se vi è la piaga dei furti negli appartamenti». Il presidente Napolitano alloggia in una caserma, perché non si può ricorrere alle forze armate per vigilare una caserma militare, si era domandato il primo cittadino della stazione turistica toscana. Giustamente.

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