Home / NEWS / E’ un accordo farsa, i Benetton dormono tranquilli: Cinquestelle cantano vittoria, ma la realtà è differente

E’ un accordo farsa, i Benetton dormono tranquilli: Cinquestelle cantano vittoria, ma la realtà è differente

“Su Autostrade è finita a tarallucci e vino”. Giorgia Meloni punta il dito contro il governo e “un percorso solo immaginato e ancora tutto da fare”, La transizione dentro Aspi da Benetton (che scenderà fino al 10%) a Cassa Depositi e Prestiti (cioè lo Stato, che viceversa salirà fino al 51%) non convince la leader di Fratelli d’Italia: “Da qui a un anno è facile che il governo non sia nemmeno più lo stesso e con il Partito democratico a controllare il ministero delle Infrastrutture e Trasporti i Benetton possono dormire su due guanciali”. Secondo la Meloni, “il contratto capestro stipulato a fine anni ’90 rimane tale, sulle infrastrutture strategiche continuano a banchettare le oligarchie di casa nostra e gli stranieri. In pratica – conclude Meloni -, hanno evitato la revoca ad Autostrade, con il favore delle tenebre“.

L’intesa è spuntata all’alba di questa mattina con i il passo indietro dei Benetton che apre all’accordo su Autostrade per l’Italia. L’intesa passa dall’ingresso di Cdp con il 51%, che renderà di fatto Aspi una public company. E da una revisione complessiva della concessione, dai risarcimenti alle tariffe. In Consiglio dei ministri ha dato mandato  a Cassa depositi e prestiti per avviare, entro il 27 luglio, il percorso che dovrebbe portare all’uscita progressiva dei Benetton, prima scendendo al 10-12% dell’azionariato, poi con un’ulteriore diluizione in coincidenza con la quotazione in borsa di Aspi. Ai ministri Roberto Gualtieri, che ha portato sul tavolo del Cdm la proposta finale dell’azienda, e Paola De Micheli viene dato il mandato a definire gli altri aspetti dell’accordo. 


Il processo, che secondo fonti di governo si consumerebbe nel giro di sei mesi o un anno, avverrebbe in due fasi: nella prima Cdp entrerebbe con il 51% e ci sarebbe lo scorporo che porterebbe il peso della famiglia Benetton tra il 10 e il 12%, soglia sotto la quale non si entra in Cda; nella seconda ci sarebbe la quotazione in che dovrebbe portare a una società con un azionariato diffuso alto, fino al 50%, in cui potrebbero entrare nuovi soci, con un’operazione di mercato, abbassando ulteriormente il peso della famiglia Benetton. 

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