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Una tassa sulla bistecca! L’ultima follia Cinquestelle ed il delirio di chi la propone: questa l’infame motivazione

La Lega va all’attacco dell’eurodeputata grillina Eleonora Evi, che alla ministra dell’Ambiente tedesca, Svenja Schulze, ha chiesto di riportare il dibattito sulla “animal welfare tax” in Europa: “Così vogliono affondare gli allevatori italiani”

di Alessandra Benignetti per Il Giornale

Riportare in Europa il dibattito sulla “animal welfare tax”. È quanto si aspetta l’eurodeputata del M5S, Eleonora Evi, dalla ministra dell’Ambiente di Berlino, Svenja Schulze, durante il semestre di presidenza tedesco, iniziato lo scorso 1 luglio.

La rappresentante del M5S ha parlato della “necessità di innalzare il prezzo della carne, che è considerato molto basso“, al fine di “includere quello che è l’impatto gravissimo sulla sofferenza di milioni di animali e considerare finalmente quello che è l’impatto devastante sull’ambiente”.

Parole, quelle pronunciate dall’europarlamentare grillina in commissione Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare, che fanno discutere. A sollevare il caso è il collega leghista Vincenzo Sofo che in una nota inviata ai giornalisti parla di richiesta “sconcertante” da parte del M5S e di “schiaffo” agli allevatori italiani. “Con la scusa dell’ambiente, i grillini chiedono l’introduzione di una tassa europea sulla carne, ennesimo balzello che servirebbe soltanto a colpire un settore che in Italia vale oltre 30 miliardi di euro l’anno e le cui filiere contribuiscono a circa il 15% del risultato economico dell’industria alimentare italiana”, attacca Sofo.

“Una follia – commenta il parlamentare europeo della Lega – l’Italia è in crisi e il M5s propone nuove tasse per affondare ulteriormente il Paese”. “Se davvero vogliamo proteggere l’ambiente, i nostri produttori locali dovrebbero essere difesi e sostenuti – è la controproposta dell’eurodeputato – proteggendoli dalle importazioni extraeuropee e favorendo il chilometro zero”.

Di una “tassa etica” sulla carne si era già parlato a Bruxelles alla vigilia dell’emergenza Covid. La proposta, come riportava Italia Oggi, era stata avanzata da alcuni deputati del gruppo Socialisti e Democratici e dei Verdi, con l’obiettivo di salvaguardare l’ambientenell’ambito del programma Farm to fork, letteralmente “dalla fattoria alla forchetta”, lanciato dalla Commissione Ue all’interno del Green Deal europeo, il piano per rendere sostenibile l’economia dell’Unione ed azzerare le emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050.

Anche Germania e Paesi Bassi avevano lanciato l’idea di tassare la carne. Secondo i sostenitori del balzello in questo modo i Paesi membri dell’Ue potrebbero arrivare ad incassare oltre 32 miliardi di euro l’anno entro il 2030. Non solo. Così, secondo le associazioni che premono per l’introduzione della tassa, il consumo di carne diminuirebbe significativamente a beneficio di una dieta più ricca di alimenti di origine vegetale.

La proposta dei deputati olandesi e polacchi prevedeva un’imposta del 25 per cento che avrebbe fatto lievitare di quasi 50 centesimi il prezzo di un etto di carne di bovino. All’epoca a contestare l’idea erano stati i senatori leghisti, tra cui l’ex ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio, che assieme ai colleghi aveva interessato della questione la ministra Teresa Bellanova, per chiederle di “scongiurare l’introduzione di nuovi balzelli a carico del settore”.

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