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Bergoglio sempre più indegno! Oggi doveva condannare la Cina per le torture di Hong Kong, aveva addirittura distribuito il testo. E invece? ecco cosa ha fatto all’Angelus

di Marco Tosatti per marcotosatti.com

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, questa mattina il Pontefice avrebbe dovuto pronunciare nel dopo Angelus una riflessione e un’esortazione sulla situazione di Hong Kong. Il bollettino, distribuito ai giornalisti poco dopo le 11.00, riportava queste frasi:

In questi ultimi tempi, ho seguito con particolare attenzione e non senza preoccupazione lo sviluppo della complessa situazione a Hong Kong, e desidero manifestare anzitutto la mia cordiale vicinanza a tutti gli abitanti di quel territorio. Nell’attuale contesto, le tematiche trattate sono indubbiamente delicate e toccano la vita di tutti; perciò è comprensibile che ci sia una marcata sensibilità al riguardo. Auspico pertanto che tutte le persone coinvolte sappiano affrontare i vari problemi con spirito di lungimirante saggezza e di autentico dialogo. Ciò esige coraggio, umiltà, non violenza e rispetto della dignità e dei diritti di tutti. Formulo, poi, il voto che la vita sociale, e specialmente quella religiosa, si esprimano in piena e vera libertà, come d’altronde lo prevedono vari documenti internazionali. Accompagno con la mia costante preghiera tutta la comunità cattolica e le persone di buona volontà di Hong Kong, affinché possano costruire insieme una società prospera e armoniosa.

Invece poco prima dell’apparizione alla finestra dello studio i giornalisti sono stati avvertiti che la parte relativa a Hong Kong non sarebbe stata pronunciata. Perché?

Non c’è nessuna risposta ufficiale, su questo; e teoricamente, dato che il bollettino è sotto embargo fino al momento in cui è pronunciato, e queste frasi non sono state pronunciate, ufficialmente è come se non esistessero.

Però sono state scritte, e lo si sa; non si sa invece quali pressioni abbia fatto Pechino affinché il Pontefice non ricordasse in mondovisione il dramma dell’ex colonia britannica, anche nei toni più delicati e pacifici che fosse possibile.

Questo episodio getta inoltre una luce se possibile ancora peggiore sul famoso accordo segreto siglato fra Pechino e la Santa Sede. Le cui conseguenze si stanno facendo sentire pesantemente sulla vita di molti cattolici in Cina, a dispetto della propaganda dei mezzi di comunicazione vaticana. Un accordo che rischia di costituire uno dei più clamorosi errori della diplomazia in talare, e del Pontefice che l’ha voluto e avallato, a differenza dei suoi predecessori.

Resta la domanda inevasa: di quali leve dispone Pechino, per mettere il bavaglio al Papa?

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