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Ma che combinazione: le carriere fulminanti delle toghe rosse che hanno indagato Berlusconi

Silvio Berlusconi, le carriere “brillanti” dei magistrati che hanno indagato su di lui per i diritti tv

Un trampolino di lancio per la loro carriera per buona parte dei magistrati che si sono occupati dei procedimenti giudiziari contro Silvio Berlusconi. Tra le carriere più brillanti si segnala in prima luogo quella di Fabio De Pasquale, il pm milanese che per primo intravide l’ombra del delitto dietro gli affari televisivi di Berlusconi. Oggi De Pasquale è procuratore aggiunto della Repubblica nel capoluogo lombardo, con delega alle delicate indagini sui delitti economici transanzionali. Il presidente del tribunale che condannò Berlusconi, Edoardo D’Avossa è andato in pensione poco dopo, e le sue giudici a latere hanno proseguito senza sbalzi la loro carriera. Lo mette in evidenza il Giornale, in un articolo in cui vengono analizzate le carriere delle toghe che hanno attaccato il Cavaliere. Carriere spesso assai brillanti.

E ancora. il magistrato che sostenne con successo l’accusa, Laura Bertolè Viale, fu nominata poco dopo avvocato generale.  Il presidente della sezione, Antonio Esposito, è andato in pensione poco dopo senza ulteriori avanzamenti. Ma il relatore, Amedeo Franco nel 2016 venne nominato presidente di sezione in Cassazione. Un altro giudice del collegio, Ercole Aprile venne candidato da Magistratura Democratica al Consiglio superiore della magistratura, venne eletto con un profluvio di voti e sedette in Csm insieme a Luca Palamara 

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