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Quelli che dovevano abolire le autoblu: solo oggi si scopre l’ennesimo tradimento della casta a Cinquestelle! Giggino le ha ordinate persino con una sua ‘personalizzazione’

Francesco Bisozzi per “Il Messaggero”

Auto blu, mi piaci tu. Sono oltre trentamila le auto di Stato ancora in circolazione, una su dieci è una supercar, ovvero 3.366. Ma il numero delle auto blu continua ad aumentare e presto potrebbe sfiorare la soglia delle 4 mila unità. È in arrivo il nuovo censimento delle autovetture di servizio delle pubbliche amministrazioni condotto dal dipartimento della Funzione Pubblica: dal ministero della pentastellata Fabiana Dadone fanno già sapere che, complice l’aumento degli enti rispondenti all’indagine, pure quest’ anno la quota delle supercar non arretrerà, anzi.

Risultato? Ci si aspetta che le auto blu censite aumentino del 30 per cento rispetto al 2018, quando erano 3.068. Circa una su due si trova nei garage degli enti locali. La pubblicazione del report di quest’ anno era attesa per aprile, ma a causa del lockdown viaggia con tre mesi di ritardo. A meno di sorprese il nuovo censimento sarà pronto entro la fine del mese di luglio.

L’ASTICELLA SALE Si parte dalle 33.527 auto blu e grigie rilevate un anno fa, ma si prevede che l’asticella salga ancora, per attestarsi questa volta tra le 35 mila e le 40 mila vetture. Nel 2017 erano 29 mila circa, molte meno quindi. Proprio il Movimento 5Stelle aveva promesso in passato di azzerare le auto blu, per poi cambiare idea. Un anno fa, ai tempi in cui era vicepremier, l’attuale ministro degli Esteri Luigi Di Maio era persino finito nel mirino per due bandi targati Consip, del valore complessivo di oltre 160 milioni, per il noleggio e l’acquisto di oltre 8 mila macchine, tra vetture protette, ovvero blindate, auto grigie e blu, motociclette e mini-van.

Un’autentica abbuffata, insomma, che fece scalpore anche perché si stava consumando sotto il naso degli anti-casta. Nel 2019 i dati sulle auto blu sono stati forniti da 8.366 enti (si erano fatti avanti in 6.884 l’anno precedente) su un totale di 10.164 amministrazioni coinvolte dall’indagine.

Come detto sono soprattutto sindaci, governatori, assessori comunali e regionali a fare uso oggi delle auto blu. Sono circa 160 le vetture di Stato parcheggiate nei cortili dei ministeri e della presidenza del Consiglio, di cui 70 blu. Nei garage dei Comuni se ne contano invece più di 16 mila: il Comune di Roma, con oltre 100 mezzi, figura tra quelli più forniti. Le Regioni dispongono di almeno 1.500 autovetture, di cui un terzo sono blu.

Proliferano in Campania (una cinquantina in tutto tra giunta e Consiglio regionale) e Calabria (sopra quota cinquanta), ma anche in Molise (dove sono circa venti). Come mai? La quasi totalità delle amministrazioni centrali ha un parco auto in uso esclusivo e non esclusivo con autista pari a o inferiore a 5 autovetture, tetto fissato nel 2014 ma che vale, appunto, solo per le amministrazioni centrali. Ecco perché nei Comuni di Milano, Napoli e Palermo la Funzione Pubblica nel 2019 ha contato 17 auto blu.

Ma, limiti a parte, non si capisce nemmeno bene il motivo per cui vi sono 4 auto blu a uso esclusivo con autista in un Comune come quello di Giarratana, in Sicilia, che fa meno di 3 mila abitanti, tanto per fare un esempio. Le auto dello Stato, anziché diminuire, si moltiplicano. E se due anni fa erano nel complesso meno di trentamila, quelle a uso esclusivo e non esclusivo con autista censite risultavano essere circa 300 in meno rispetto ad adesso.

Poco più di duemila le amministrazioni che al momento non sono in possesso di vetture di alcun tipo. I tagli, più volte annunciati, sono sempre stati rimandati. Adesso, complice il Covid-19, paiono essere stati definitivamente riposti in soffitta. In compenso cresce il numero dei garage monitorati: la quota degli enti che rispondono al censimento del dipartimento della Funzione pubblica aumenta ed è pari ormai al 90 per cento di quelli chiamati a fornire le informazioni richieste.

roberto fico con auto blu

Lo scorso anno tutte le amministrazioni dello Stato e oltre il 90 per cento delle Regioni hanno risposto presente, il 96 per cento dei Comuni capoluogo anche. Va ricordato che l’inadempimento all’obbligo di comunicazione costituisce elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale e può portare a una decurtazione della retribuzione di risultato dei dirigenti ritenuti colpevoli.

Anche il rinnovo in chiave green del parco auto, previsto dall’ultima legge di Bilancio, è stato messo in stand-by, sempre a causa dell’emergenza sanitaria. Da quest’ anno infatti le pubbliche amministrazioni devono acquistare o noleggiare almeno il 50 per cento di nuovi veicoli di servizio elettrici o ibridi, nei limiti delle risorse di bilancio. La Consip si è già mossa per consentire alle amministrazioni pubbliche di rinnovare il parco auto nel rispetto della nuova normativa e si stima che nel prossimo biennio faranno il loro ingresso nei garage dello Stato circa 6 mila auto verdi. 

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