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Santoro, la figuraccia clamorosa per colpa di questa bellissima donna: nessuno sapeva chi fosse fino ad ora

Estratto dell’articolo di Paolo Bracalini per il Giornale – 8 luglio 2010

santoro Sanya Podgayansky

NESSUNA DIFFAMAZIONE: SANTORO PERDE ANCHE IN APPELLO CONTRO ‘LA VOCE DI ROMAGNA’ – LA CORTE DI BOLOGNA HA RICONOSCIUTO LA “SOSTANZIALE VERIDICITÀ DEI RAPPORTI PERSONALI TRA SANTORO E UN IMPORTANTE E FACOLTOSO IMPRENDITORE DI RIMINI” – AD ‘ANNOZERO’ NEL 2006 ATTACCÒ GLI IMPRENDITORI ROMAGNOLI CON I CONTI NEL PARADISO FISCALE DI SAN MARINO. IL QUOTIDIANO SI ERA CHIESTO PERCHÉ SANTORO NON AVESSE RIVELATO DI ESSERE LUI STESSO IMPARENTATO (ATTRAVERSO LA MOGLIE) CON UN NOTO UOMO D’AFFARI DELLA ZONA. IL CONDUTTORE AVEVA CHIESTO UN RISARCIMENTO DI 300MILA €

(…)  Tutto parte da una puntata di Annozero del 2006, su San Marino, l’evasione fiscale, la bella vita dei furbetti, sparsi tra il Titano e Rimini, piccola capitale – nella vulgata santoresca – del briatorismo in salsa romagnola: tutti con lo yacht, tutti habitué del paradiso fiscale a due passi da casa. Normale che qualcuno si offendesse, e infatti è successo, tanto che la Voce di Romagna ha replicato facendo il verso a Santoro: se tutti in Riviera sono furbetti dall’evasione facile, Don Michele è uno di noi.

E perché? Presto detto. Succede che la consorte di Santoro, la signora Sanya Podgayansky, sia figlia della seconda moglie di Iliano Annibali, famoso imprenditore della zona, proprietario di uno yacht, di una lussuosa villa a Covignano e con ottimi rapporti con San Marino. Insomma l’identikit perfetto del generico j’accuse santoriano ad Annozero.

Una provocazione (meglio, «una operazione speculare a quella utilizzata da Annozero» scrive il giudice), che però Santoro aveva preso malissimo, citando in giudizio l’editore (Giovanni Celli, fratello dell’ex direttore generale Rai, una maledizione proprio…) e il direttore, con una richiesta di risarcimento danni esorbitante: 6 milioni e 200mila euro.

OGGI: LE MOTIVAZIONI DELLA DECISIONE DELLA CORTE DI APPELLO DI BOLOGNA

Con sentenza n. 944/10 il Tribunale di Rimini rigettava le domande proposte dai coniugi Santoro Michele e Podgaysky Sanya nei confronti di Fregni Franco e della Editrice La Voce srl, rispettivamente direttore responsabile ed editore del quotidiano “La Voce di Romagna”, per il risarcimento dei danni, quantificati in euro 150.000,00 per ciascuno, loro derivati dalla pubblicazione, fra il 3 ed il 5 novembre 2006, di articoli ritenuti dagli attori diffamatorii e lesivi della loro reputazione, della loro immagine professionale e della loro identità personale.

Il Tribunale escludeva che potesse ravvisarsi negli scritti in questione alcuna offesa nei confronti della Podgaysky, completamente estranea all’attività del marito, non venendo a lei riferite condotte professionalmente riprovevoli.

(…)

“l’affermazione del quotidiano che male si sarebbe comportato il Santoro rivolgendo indiscriminatamente e senza contraddittorio gravi accuse generalizzate e indiscriminate all’imprenditoria riminese (critica astrattamente legittima), in mala fede tacendo (offesa) di avere lui stesso stretti rapporti personali con quella stessa imprenditoria, viene ad essere scriminato dalla sostanziale veridicità dell’esistenza di detti rapporti personali con un importante e facoltoso imprenditore della stessa Rimini (fatto sostanzialmente vero). Che poi il Santoro sarebbe stato tenuto ad esplicitare, nella trasmissione da lui condotta, l’esistenza di tali suoi rapporti personali è semplicemente l’opinione che il giornale ha sostenuto e che aveva il diritto di esprimere liberamente, e della quale non vi è ragione di accertare la bontà o meno”

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