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Sono venuti per farmi un controllo fiscale, poi dalle telecamere ho scoperto che in pausa pranzo si facevano i loro porci comodi

VALERIA BRAGHIERI per il Giornale

Gli agenti del fisco innamorati sono una specie di ossimoro, o di figura mitologica o di stortura estetica e di senso. Qualcosa a cui la nostra mente non è abituata a pensare: un po’ come se Fonzarelli facesse irruzione in una puntata di Friends. Fatto sta che pare si amino anche loro. E pare si amino anche mentre accertano. Ma non è solo questo, il punto. Certo il particolare è ghiotto. Specie se avviene durante, appunto, una visita fiscale.

Specie se avviene durante una visita fiscale al dottor Alberico Lemme, farmacista, opinionista, casinista, inventore di diete miracolose che prevedono l’assunzione di pastasciutta alle sette del mattino. Uno, insomma, a cui non accade mai nulla di banale. E infatti Anche l’accertamento non ha nulla di consueto. La verifica era, a detta dell’agenzia, «di routine» (Ires Irap Iva) per estrazione a sorte.

Hanno contestato affitti a loro avviso «troppo alti» in alcuni immobili di Lemme, ma, a detta di Lemme «senza nemmeno vedere i locali, le cui tasse pagavo con un’altra società proprietaria degli immobili. Per loro, però, erano due società separate e quindi, se volevo, potevo solo in un secondo tempo chiedere decurtazione sull’altra società. Siccome sulle bollette luce e gas c’era l’indirizzo del contatore e non dello stabile, dicevano che le utenze non erano costi deducibili. Sarebbe bastato spegnere i contatori per verificare».

Ma andiamo con ordine. In che senso Lemme è arrivato a denunciare il Fisco? E cos’ è questa storia dei funzionari straripanti di ormoni? «Non ho denunciato il Fisco. Ho denunciato i due funzionari dell’Ufficio Controlli dell’Agenzia delle Entrate di Monza e Brianza che hanno effettuato la verifica fiscale della mia società Sette Gusti. Vorrei farli condannare al pagamento di 464.800mila euro.

È tutto depositato agli atti dai miei avvocati presso il Tribunale di Monza. Si tratta di un atto di citazione per comportamento scorretto, illecito e vessatorio, con tanto di prove ovviamente, sia cartacee che video». Video? Sì, video.

Sembra infatti che, una volta giunti nell’ufficio di Lemme, ai funzionari ne sia stato messo a disposizione un altro, nella porta accanto, in cui le ragioniere del dottore tengono la contabilità. Poi però è arrivata l’ora di pranzo e le dipendenti di Lemme sono uscite lasciando i funzionari soli. Peccato che l’ufficio sia munito di telecamere. Lemme parla di «baci, effusioni a sfondo sessuale e amoreggiamenti tra la consultazione di un faldone e l’altro».

Senza contare, spiega sempre Lemme, che i funzionari avrebbero «messo mano anche a documenti di altre società che nulla avevano a che vedere con la verifica in questione. Aprendo cassetti, rovistando negli scaffali E dire che i miei collaboratori ed io avevamo offerto loro di accompagnarli nei locali in oggetto di presunti illeciti fiscali, di verificare i contatori di gas e luce».

Insomma Lemme li avrebbe messi nella condizione di fare un sopralluogo accurato. Invece anche la risposta dei funzionari, lo ha lasciato stordito: «Non è necessario. Dottò, non si preoccupi, tanto poi può presentare memorie e osservazioni e far valere le sue ragioni!». Quando, secondo Lemme, una verifica corretta avrebbe evitato «tutto questo casino».

Un’altra cosa che lo ha indignato è «la sensazione che il tutto avvenga per far cassa. Per far sì che l’ammontare del contestato e delle sanzioni sia la cifra più alta possibile e non la più veritiera.

Pochi sanno che esiste per legge un sistema di gratifiche che premia le performances dei direttori delle agenzie territoriali e dei funzionari che eseguono i controlli, il tutto finalizzato a riconoscimenti in denaro e ad eventuali avanzamenti di carriera. Il sistema si basa su percentuali da applicare sulla somma accertata, cioè contestata, a prescindere se c’è o meno evasione. Poi in molti fanno ricorso, sprecando tempo e denaro, e lo vincono. Ma quello non fa testo. E così, tra le altre cose, noi italiani passiamo per il popolo più evasore di tutti».

alberico lemme 1

 Nulla di banale, appunto, quando si tratta di Lemme, che intanto «con il primo ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale di Milano ho visto riconoscere una parte delle mie ragioni, la metà. Ora devo andare in secondo grado, alla Commissione Tributaria Regionale Lombardia per vincere un’altra parte. Poi dovrò ricorrere in Cassazione per vincere definitivamente». Ma tra un faldone e una sentenza c’è una cosa, che ormai tiranneggia la nostra immaginazione: quel mostro a due teste dell’amore tra funzionari. L’amore fiscale, quello, che esito avrà?

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