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L’ignoranza estrema di Gabriele Muccino: manda un messaggio di insulti a Salvini? Ecco quanti errori di grammatica in sole cinque righe

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha risposto con sarcasmo ad un messaggio con diversi errori grammaticali del regista Gabriele Muccino.

Cambiano i tempi e le persone ma non i metodi. Se ieri il nemico del mondo progressista, buonista e benpensante era Silvio Berlusconi, oggi ad essere nel mirino della sinistra è Matteo Salvini.

Attaccare il leader della Lega sembra essere divenuto uno sport praticato con piacere dai radical chic. Lungo è l’elenco dei personaggi più o meno famosi che si stanno dedicando a questa attività.

Ora è Gabriele Muccino a scendere in campo contro Salvini. Il regista e sceneggiatore italiano ha espresso il suo astio contro il leader della Lega con un post su Twitter. “Non parli a nome degli italiani perchè milioni di essi non sono nè suoi Amici, nè condividono nulla di quello che lei ha realizzato e vorrebbe realizzare. Lei, totalmente incurante della Res Pubblica, lascia la scene, non ci chiami suoi Amici e smetta di parlare a nome degli italiani”, è il messaggio scritto da Muccino come risposta ad un post con il quale il leader della Lega ha rilanciato una vecchia, e per certi versi romantica, pubblicità della Barilla.

Salvini ormai a questo genere di attacchi è abituato e forse non ci fa quasi più caso. Però, nonostante i suoi impegni, il leader della Lega ha voluto spendere del tempo per rispondere direttamente allo sceneggiatore. E il suo contrattacco è all’insegna del sarcasmo:”Il regista (che in passato mi ha accusato di riportare l’Italia nella “melma dell’ignoranza“…) non gradisce che vi chiami “amici” e vi dia la buonanotte! Ma chi lo obbliga a seguirmi? La rete è libera e bella! Con buona pace sua, buonanotte Amici!”. L’ex ministro dell’Interno, però, non si limita a questa battuta ma dà lezioni di italiano a Muccino mettendo i diversi errori grammaticali presenti nelle frasi del regista: “P.s. A questo coltissimo intellettuale di sinistra che mi dà dell’ignorante ricordiamo che si scrive: “né”, “perché” e “res publica”. Subito a ripetizione dalla Azzolina (senza plexiglas)! #MuccinoBocciato”. Non è tutto. Nel tweet, infatti, Salvini sottolinea un altro errore presente nel post di Muccino (“lascia la scene”, ndr).

Quello del regista non è il primo affondo contro il leader della Lega: basta scorrere la sua pagina Twitter per imbattersi in diversi post contro l’ex ministro pubblicati solo negli ultimi. Eppure quello datato 11 giugno, che è finito all’attenzione dello stesso Salvini, pare non sia stato gradito dagli utenti del social. Numerose persone, infatti, hanno risposto allo sceneggiatore arrivando anche a criticarlo pesantemente. Un autogol inaspettato per il regista che, forse, era convito di raccogliere consensi con quel suo post contro il leader leghista.

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3 commenti

  1. il pezzo su Muccino è uguale a quello del ministro Azzolina quindi non è vero.

  2. Più che di “ignoranza estrema”, che è cosa che diamo per scontata quando ci riferiamo ai compagni, Muccino, con quel: “non ci chiami” usa il “pluralis maiestatis” che implica un “noi”, noi chi?
    A nome di chi “pensa” di parlare?
    Il plurale maiestatico, viene usato dalle autorità religiose, civili, riferendosi a “noi-Stato” “noi-fedeli”, Muccino “pensa” di essere il Papa, oppure di essere un rappresentante del popolo? Chi lo ha eletto?
    Salvini si fece eleggere ed ha tutto il diritto di parlare a nome di “noi” (che lo abbiamo eletto) invece, Muccino, chi “pensa” di rappresentare (?!), chi lo ha insignito di tale carica, che Muccino ce lo dica, che ci faccia capire cosa gli passi per la mente, (non è molto) ma dato che nessuno lo ha mai insignito di alcun incarico rappresentativo, più probabilmente Muccino, è solo un patetico megalomane, che grottescamente, sogna di parlare a nome degl’abitanti della Terra, anzi: delle due galassie.
    Grave è quel “lascia le scene” che rende impossibile capire il senso della frase, forse voleva scrivere “lasci…” un ordine imperativo ed a nome (forse) degl’italiani, o solo delle “zoccole dure di comprendonio”, oppure, dato che non è mai stato eletto, è soltanto uno dei tanti frutti del deliro megalomane che lo affligge.
    P.S.
    Prima del “perchè” è buona norma mettere la vigola.
    NON si inizia mai una frase con “e” congiunzione

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