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Dopo queste frasi ripugnati la sinistra tace vergognosamente? Porro furibondo dopo le intercettazioni dei giudici rossi

“Frammenti di dialoghi ripugnanti”. Nicola Porro sintetizza così le chat emerse della magistratura contro Matteo Salvini, un chiaro esempio di “quanto sia bacata in alcuni ambienti la cultura del diritto”. Le conversazioni si riferiscono al periodo in cui il leader del Carroccio era ministro dell’Interno e Palamara lo apostrofava come una “mer**” e commissionava la necessità di osteggiarlo. Non solo, perché quello che si può vedere nei messaggi per il conduttore di Quarta Repubblica è “una faziosità e un settarismo che dovrebbero essere estranei al loro ufficio che è fondato sul principio di imparzialità”. E ancora: “Con quale serenità il cittadino Matteo Salvini potrà affrontare il processo per sequestro di persona che lo vede imputato per aver bloccato nel luglio del 2019 lo sbarco di 131 clandestini ospiti della Gregoretti?” si chiede il giornalista. “Ieri il bersaglio era Berlusconi, mentre oggi è Salvini il principale ostacolo alla perpetuazione del potere di una sinistra elettoralmente sfibrata”. E Sergio Mattarella in tutto ciò cosa dice? Per ora non è dato sapersi, un po’ come “il silenzio assordante della sinistra”.

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