Home / NEWS / MANDA CARTA IGIENICA AL POSTO DELLE MASCHERINE MA IN TV SPUTA SULLE REGIONI: le farneticazioni di Boccia senza che la conduttrice gli strappi il microfono per la vergogna

MANDA CARTA IGIENICA AL POSTO DELLE MASCHERINE MA IN TV SPUTA SULLE REGIONI: le farneticazioni di Boccia senza che la conduttrice gli strappi il microfono per la vergogna

Boccia: “Regioni da sole non ce la fanno”. Fontana: “Parole avventate”

Francesco Boccia innesca l’ennesima polemica. Il governatore Attilio Fontana replica :”Quale sarebbe la situazione nel Paese se le Regioni non avessero fatto fronte alla emergenza anche quando il governo la sottovalutava?”

“Nessuna Regione ce l’avrebbe fatta da sola, sarebbero crollate tutte”.

Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali, ospite della trasmissione “L’Intervista di Maria Latella” su Sky Tg24, innesca l’ennesima polemica con la Lombardia.

“Se l’autonomia è sussidiarietà è un conto, se l’autonomia è fare da soli perchè si pensa di fare meglio la risposta è ‘No, perché crolli”, ribadisce il ministro che, nel corso del suo intervento, ha ricordato come la Sanità, secondo la nostra Costituzione, sia di competenza regionale. Lo Stato “sta aiutando tutte le Regioni secondo un programma mai visto prima dal dopoguerra in poi”, ha aggiunto. E ancora: ” Noi abbiamo fatto norme che liberano le Regioni da qualsiasi vincolo, possono assumere personale, possono acquistare quello che vogliono e utilizzare avanzi di amministrazione senza limiti di bilancio, come se fossimo in guerra”, ha spiegato parlando di nuovo della polemica sull’acquisto di mascherine e ventilatori su cui, al momento,”c’è una competizione mondiale” in atto. “Se non ci fosse lo stato non ci sarebbe quasi nulla se non le cose che erano nei depositi, anche abbastanza modesti e piccoli sui territori, e che sono state utilizzate nei primi giorni”, ha concluso Boccia.

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha replicato prontamente definendo “avventate e inopportune” le parole del ministro Boccia che ribalta il suo ragionamento. “Quale sarebbe la situazione nel Paese se le Regioni non avessero fatto fronte alla emergenza anche nella fase della sottovalutazione del rischio che ha attanagliato il governo per giorni e giorni?”, si chiede il governatore lombardo mettendo l’accento sui mille nuovi posti letto di terapia intensiva attivati in pochi giorni per far fronte a un’emergenza che il governo nazionale aveva sottovalutato. “Mi fermo qui perchè in questo momento le energie vanno concentrate in altre più gravi direzioni”, ha concluso Fontana.

Dello stesso tenore sono le parole dell’assessore al Bilancio Davide Caparini che passa al contrattacco e dice: “Se stiamo contando i nostri morti è anche a causa di un Governo che non ha istituito le zone rosse quando e dove gliele abbiamo chieste. E lo abbiamo chiesto con il supporto della scienza”. “Un Governo – ricorda l’assessore – a cui abbiamo implorato di fare lo shutdown di tutta la regione arrivato con almeno due settimane di ritardo”.

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