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E ORA COME FACCIAMO COL SESSO? Ci hanno detto del metro di distanza da tenere, di lavarsi le mani, di non toccarsi il viso. Ma Il seno?

Lettera a Natalia Aspesi – il Venerdì – Repubblica

Nello “stupidario” collettivo proposto dai tuttologi che mi sono stufato di ascoltare, non ho sentito alcuno fare un cenno qualsiasi sull’Amore ai tempi del Coronavirus. Considero l’ amore uno stato d’ animo indefinito che ci pervade a volte immotivatamente, cui in mancanza di giustificazioni razionali si attribuisce la generica definizione di “Amore”. Poi in realtà esiste e si pratica, mi auguro per tanti interessati: molto.

Non ho sentito prescrizioni, letto decreti, suggerimenti o consigli su come dovrebbero comportarsi tanti interessati all’ argomento dal punto di vista pratico. In fondo ci hanno detto del metro di distanza da tenere, di lavarsi le mani, di non toccarsi occhi, bocca, viso (le orecchie no, in fondo sono riceventi, non dovrebbero trasmettere nulla, quindi nemmeno il Virus).

Ma un seno? Un bel sederino? Si potrebbe carezzare senza correre alcun rischio? Per quanto consigliato un bacio non si potrebbe dare, o forse sì, in fondo sono due bocche diverse quelle in gioco. Le prescrizioni precedenti forse si riferiscono esclusivamente a un “fai-da-te”, come una specie di peccatuccio solitario.

Anche i luoghi dovrebbero essere importanti. Il divano o il letto dove si mettono in pratica i desideri saranno consentiti? Non mi permetto di citare tavoli, docce, lavatrici ed altri accessori adattati all’ uso, ma che richiederebbero una fede provata alla trasgressione e non sono per tutti. I fidanzati e gli irregolari senza dimora praticabile potranno usare i sedili dell’ auto?

Nessuno ha voluto toccare questi argomenti. Hanno chiuso le Chiese forse in automatico si intenderanno sospesi anche i peccatucci? Magari lei dall’ alto delle sue conoscenze potrebbe avere qualche valido argomento per illuminare tanti. Io personalmente non ne ho bisogno, sono stato un praticante a suo tempo, sono rimasto legato solo a piacevoli ricordi. Sono un altruista, immagino che saranno in tanti nelle angosce e nelle ambasce che in mancanza di istruzioni si sacrificheranno. Magari invano.

Serafino Costantini – Ascoli Piceno

Forse siamo troppo tristi o spaventati, per il virus certo, ma io credo soprattutto perché di colpo la nostra quotidianità, le nostre abitudini, persino i nostri affetti, addirittura i nostri cattivi umori, sono stati messi in “quarantena”.

Ho ricevuto un certo numero di lettere su quello che è diventato “l’argomento”, in televisione anche i più sciocchi, anzi soprattutto i più sciocchi e irresponsabili non si occupano d’ altro. Ne ho scelte tre, e spero di non doverne parlare più in questa sede. Gentile Serafino penso che almeno sino ad ora non si sia ancora sfiorato il tema dell’amore nel senso di sesso, perché proprio l’ amore per gli altri e per sé stessi obbliga ad amarsi a distanza, serenamente, in attesa di uscire da questa pausa nera della nostra vita, dal vuoto che racchiude ognuno di noi in un nostro spazio che esclude gli altri.

Diciamo che il solo amore che dobbiamo augurarci è quello del tutto disinteressato, molto generoso, di chi per professione si prende cura di noi, ci tocca, ci assiste, ci cura, quasi sempre ci guarisce. Questo assedio che ci obbliga a temere gli altri, soprattutto i più cari, ci fa anche capire come tutte le nostre certezze siano fragili; come anche noi facciamo parte dello stesso mondo, l’ umanità dolente che respingiamo indifferenti vittima di guerre, carestie, persecuzioni, disastri naturali.

La ringrazio comunque della sua lettera, che ci fa sorridere. Niente baci dunque, l’ amore ai tempi del coronavirus ritorna casto e forse più eccitante, sguardi, telefonate, mail, immagini su instagram. Ho chiesto ad alcune coppie di amici il loro parere: e tutti mi hanno risposto senza esitare, castità assoluta, anche senza rimpianto. Qualcuno persino con un sospiro di sollievo.

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