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‘IL CORONAVIRUS CI INSEGNA CHE DOBBIAMO TENERLI APERTI…’ Fabio Fazio, siamo al delirio più totale, ecco la sua vera preoccupazione

di Valerio Benedetti  per Il Primato nazionale
Alcune persone non impareranno mai. È più forte di loro. Prendiamo l’emergenza coronavirus. Se c’è qualche insegnamento da trarre da questa tragedia, è che la globalizzazione è sempre più in crisi e che i confini, piaccia o no a lorsignori, svolgono ancora un ruolo fondamentale. E invece, totalmente sprovvisti del senso del ridicolo, i globalisti di casa nostra non ne vogliono sapere di disarmare. Basti leggere quanto ha scritto l’ineffabile Fabio Fazio che, sulle colonne di Repubblica, ci ha spiegato che cosa ha imparato dall’attuale pandemia, e cioè che i confini non esistono e che i porti vanno lasciati aperti per tutti.

Ma è Fabio Fazio o Fabio Volo?

Fazio in effetti, scrivendo per il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, veste i panni di un altro Fabio (Volo) per somministrarci la sua dose di retorica qualunquista: «Stiamo vivendo la prova più dura e inattesa che ci potessimo trovare di fronte – scrive Fabio Fazio – ma potremmo uscirne migliori per davvero se, lasciando da parte paura o al contrario rimozione, provassimo a fare un esercizio di consapevolezza. Per imparare a guardare in noi stessi, per provare ad ascoltarci e a specchiarci nell’altro e soprattutto per ordinare le cose da cui ricominciare. Sì, proviamo a mettere ordine, non solo nei cassetti di casa e nelle tasche dei vestiti dimenticati nell’armadio, ma in noi stessi».

«Tutta colpa degli evasori»

Dopo questo preambolo «petaloso», degno dei pensierini che si fanno alle elementari, Fabio Fazio passa in rassegna le cose che ha imparato dal coronavirus. A parte le solite banalità sul dare più attenzione ai propri cari, il conduttore di Che tempo che fasi concentra anche sui temi di natura politica. «Ho riscoperto il valore di alcune parole e concetti che troppo in fretta avevamo liquidato: Stato sociale per esempio. Solidarietà, per fare un altro esempio», scrive. Bene, siamo contenti che – dopo aver avallato ogni nefandezza Ue sull’austerità – Fazio sia rinsavito. Ma poi, leggendo oltre, ci accorgiamo che non è affatto così: «È diventato evidente che chi non paga le tasse non commette solo un reato ma un delitto: se mancano posti letto e respiratori è anche colpa sua», aggiunge. Ecco, questo è esattamente quello che ha sostenuto di recente Mario Monti: la responsabilità dei tagli alla sanità non ricade sulle scriteriate politiche europee di austerità e dei «conti in ordine» – come ha denunciato in maniera perentoria l’ex ministro della Salute Girolamo Sirchia – ma sugli evasori. E qua veramente non sappiamo dire se ci sia più dolo o imbecillità.

«Porti aperti per tutti»

Ma il meglio deve ancora venire. Tra una banalità e l’altra, come in crescendo, Fabio Fazio procede inesorabile verso il cuore del suo temino da scuola primaria: «Ho imparato – scrive in tutta serietà – che siamo connessi per davvero e non solo in rete. Mi sono reso conto che i confini non esistono e che siamo tutti sulla stessa barca. E dal momento che siamo tutti sulla stessa barca, è meglio che i porti, tutti i porti, siano sempre aperti. Per tutti». Qui Fazio ci toglie ogni dubbio: questa genia di cialtroni non imparerà mai. Neanche di fronte alla morte.

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