Home / NEWS / Musica italiana in lutto, la notizia battuta poco fa: “Abbiamo perso un gigante”

Musica italiana in lutto, la notizia battuta poco fa: “Abbiamo perso un gigante”

È morto Franco Del Prete, batterista dei Napoli Centrale

Fuoco e lacrime, energia e dolcezza. Ritmo e canto uniti indissolubilmente. Sintetizzati in canzoni che facevano (e fanno) ballare e pensare allo stesso tempo. È morto a 76 anni, nella notte del 13 febbraio, Franco Del Prete, batterista e paroliere napoletano, il tocco e l’anima degli Showmen, dei Napoli Centrale, l’energia che scorreva dietro tante canzoni di Eduardo De Crescenzo, di Enzo Gragnaniello. Un maestro per due o tre generazioni di musicisti che da Napoli e dalla sua provincia, negli ultimi cinquant’anni, hanno dialogato con il mondo intero anche grazie a lui. 

Franco Del Prete è stato tra i primissimi “neri a metà”. Inizio degli anni sessanta, gli Showmen che fanno semplicemente la rivoluzione: mettono insieme la tradizione melodica italiana con il furore del Rhythm & Blues che arriva in provincia grazie ai dischi che i militari americani portano con se. La loro versione di Un’ora sola ti vorrei vince il Cantagiro del 1968, lasciano tutti a bocca aperta con Tu sei bella come sei, con Mi sei entrata nel cuore. Ed è solo il primo capitolo. 

Quando gli Showmen esauriscono la loro parabola, Franco Del Prete, con l’amico di sempre James Senese, fa un’altra rivoluzione. Nel panorama musicale italiano e non solo dei primi anni settanta i Napoli Centrale sono un’astronave. Fusion è solo un’etichetta: c’è il jazz, c’è la tradizione napoletana, c’è il dolore di chi non ha niente per vivere, c’è la voglia di riscatto di chi vive in provincia. E c’è soprattutto il fatto che suonano da far paura. Cantano in dialetto, sono crudi, il luogocomunismo che da sempre affligge Napoli è semplicemente stralciato. E in quelle canzoni – Campagna su tutte – le parole di Franco Del Prete sono l’immagine perfetta di quella provincia a nord di Napoli che consente la bellezza solo nell’immaterialità dell’arte, della musica. 

E i Napoli Centrale sono il detonatore di tutto il Neapolitan Power: un giovanissimo Pino Daniele viene arruolato come bassista, poi inizia a camminare da solo. Ma questa è Tutta n’ata storia. Dopo gli anni settanta, Del Prete è un laboratorio permanente: suona e registra con Gino Paoli, con Edoardo De Crescenzo. Lavora con Sal Da Vinci, con Peppino Di Capri, con Enzo Gragnaniello. Scrive per Lucio Dalla, per Raiz degli Almamegretta, per Zulù dei 99 Posse. Senza mai dimenticare la trasmissione della conoscenza. Negli ultimi decenni si circonda di giovani di quella stessa provincia per il progetto Sud Express. 

Perché Franco Del Prete è stato anche questo: un maestro instancabile. Decine i ragazzi che grazie a lui hanno scoperto la batteria. La sua casa di Frattamaggiore, in provincia di Napoli, sempre aperta per chi aveva intenzione e voglia di imparare. Lezioni di tecnica dove non mancava mai qualcosa che avesse a che fare con altro: con la consapevolezza che tutta la tecnica del mondo è al servizio di altro: del poter dire, forte e chiaro, chi sei e da dove vieni. Come Franco ha fatto, parola dopo parola, uno stacco di batteria dopo l’altro.  

loading...

Check Also

“È UNA FOLLIA L’EMERGENZA SUL CORONAVIRUS” Cosa sta accadendo per davvero? Le parole della direttrice dell’ospedale Sacco sono completamente contro corrente

Da open.online «I miei angeli sono stremati. Corro a portar loro la colazione. Oggi la mia …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *