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PER LERNER QUESTO UOMO E’ COME UN SANTO! Tenetevi forte, così su Repubblica ha descritto Soros, il peggior terrorista contemporaneo

Elena Sempione per Il primato Nazionale
Non si sono mai incontrati personalmente, ma la scintilla è già scoccata. Almeno per uno dei due. Stiamo parlando di Gad Lerner e George Soros. Già un anno fa, ospite di Piazzapulita, il giornalista aveva dichiarato il suo amore al noto speculatore. E poco importa che Soros abbia rivendicato di recente la speculazione che fece sulla lira nel 1992. Per Gad, lui rimane comunque uno «speculatore buono», il finanziere dal volto umano in lotta contro tutti i populisti. Anzi, è il «capitalista riluttante», come l’ha definito nel suo ultimo editoriale su Repubblica.

«Soros baluardo della democrazia»

Per spiazzare un po’ il lettore, Gad confeziona un ritratto in chiaro-scuro del fondatore della Open Society. E, anzi, critica il suo ultimo volume, pubblicato da Einaudi in traduzione italiana: «Il suo libro Democrazia! Elogio della società aperta, diciamolo subito, non è un granché. Raccoglie disordinatamente analisi di scenario in parte già superate», scrive Lerner. Questo però non diminuisce affatto l’ammirazione che nutre per «la sua volontà di modificare a suon di miliardi il corso della storia, per correggere le storture del capitalismo di cui egli stesso ha usufruito». L’apparente critica, infatti, è tutta funzionale all’elogio della sua «visione filosofica originale, applicando la quale il denaro potrebbe trasformarsi in carburante della società aperta e quindi in baluardo della democrazia minacciata dalle dittature e dagli Stati mafiosi».

Il messia di Gad Lerner

Nel ritratto a tinte messianiche che ne fa Gad Lerner, anche l’egoismo e la vanità di Soros rappresentano un vantaggio di inestimabile valore: «Come altri miliardari – scrive – Soros avrebbe potuto accontentarsi di collezionare opere d’arte, abitazioni favolose, vizi da nababbo. Facendo magari anche un po’ di beneficienza. Ma una simile prospettiva non avrebbe saziato la sua vanità». Insomma, neanche questo ferma il nostro eroe: «I tratti del suo carattere, il suo “ego esagerato”, lo sospingono a vincere l’innata diffidenza per la filantropia e per l’altruismo». Poi, l’elogio finale del Gad innamorato: «Eccoci squadernata sotto gli occhi la figura più detestata dai populisti: il ricco liberal che sposa ideali progressisti anche quando entrano in contraddizione con i suoi interessi materiali (comunque garantiti). Non è un caso se per i populisti Soros diventa una specie di incarnazione del demonio». Che gli ideali di Soros siano in contrasto con i suoi interessi è, ovviamente, tutto da dimostrare (e forse è anche indimostrabile). Ma, come si suol dire, al cuor non si comanda.

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