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Chi è Paolo Palumbo, il ragazzo malato di Sla che ha emozionato tutti sul palco dell’Ariston

Quella di Palumbo è una delle storie più belle di questo Festival: malato di Sla, si è presentato nella sezione Nuove Proposte con “Io sono Paolo”, che canta proprio insieme al rapper Kumalimbre. Amadeus, dopo aver scartato la sua canzone a un passo dalla finale di Sanremo Giovani, ha deciso di invitarlo sul palco dell’Ariston. A fine esibizione Paolo Palumbo rivolge anche un messaggio al pubblico:

Buonasera a tutti, lasciate che mi presenti, mi chiamo Paolo Palumbo, ho 22 anni e combatto contro la Sla. Ringrazio Sanremo e Amadeus per avermi permesso di venire qui e portare il mio messaggio con questa voce un po’ particolare. Immaginate che la vostra vita venga completamente stravolta, che il vostro corpo non risponda più ai comandi. In Italia siamo oltre 6mila ad aver provato queste sensazioni. La persona che mi sta vicino si chiama Rosario, è mio fratello ed è il vero eroe di questa storia. Al momento della diagnosi ha deciso di lasciare tutto per diventare le mie gambe e le mie braccia. Lui e la mia splendida famiglia mi hanno insegnato la parola sacrificio. Grazie a loro ho scoperto di avere una forza interiore che non sapevo di avere. Grazie a questa forza la Sla non mi ha impedito di diventare ciò che avevo in mente. La mia non è una storia di un ragazzo sfortunato, m di un ragazzo che non si è arreso; date al mondo la parte migliore di voi, soltanto così potrete cambiare. Quando vi dicono che i sogni non si possono realizzare, continuate per la vostra strada e non arrendetevi. Poco più di un mese fa ho affrontato una crisi respiratoria, non fosse stato per i medici non sarei qui. Vi chiedo: avete usato il vostro tempo nel migliore dei modi? […] Malattie come la mia colpiscono al di là di ceto sociale e progetti, perciò nel vostro piccolo fate sempre qualcosa per il prossimo, ascoltate la mia canzone e fatela sentire a tutti quei sentieri che lottano per vivere.

Un momento di enorme impatto, che da spettatori è difficile descrivere e definire.

Ha scritto lui il pezzo e lo canterà con Kumalibre (Cristiano Pintus, ndr) e Andrea Cutri che dirigerà l’orchestra. “Voglio cantare la Sla a Sanremo. Voglio essere scomodo ma efficace. Amadeus è stato coraggioso a invitarmi e lo ringrazio. Inoltre ho un sogno nel cassetto. Vorrei costruire un centro polifunzionale per l’assistenza dei disabili in una località di mare inSardegna, dove possiamo essere seguiti e possiamo rilassarci”, spiega a ilfattoquotidiano.it Palumbo.

Tra i suoi tanti impegni per diffondere i diritti dei disabili, il 22enne ha conosciuto l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama durante il “Seeds & Chips Global Food Innovation Summit, consegnandoli il suo libro di ricette “Sapori a colori” che ha l’obiettivo di restituire la gioia del cibo e i sapori a coloro che per una patologia l’hanno persa. L’anno scorso era stato anche “vittima di una truffa convinto di aver avuto accesso ad un trattamento sperimentale contro la sua malattia in Israele” e in quell’occasione aveva raccontato a ilfattoquotidiano.it di sentirsi “come se il mondo mi crollasse addosso”.

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Per il giovane sardo di Oristano è imminente la partecipazione al Festival musicale più famoso d’Italia e cresce l’emozione. Paolo non riesce più a parlare da tempo ma, nonostante questo, canterà attraverso un riproduttore vocale sonoro che funziona grazie ad un sensore ottico. “È un guerriero e vuole partecipare a tutti i costi, per lui è un sogno che si realizza”, spiega il padre Marco. Paolo ha deciso di partecipare perché “Sanremo è il palcoscenico giusto per portare il mio messaggio di speranza. Certo sembra strano parlare di positività da una carrozzina ma è anche un buon modo per farsi ascoltare da un pubblico vasto. Non mi interessa muovere a pietà il cuore della gente ma solo stimolarne la sensibilità su alcuni temi che io ritengo fondamentali. Il tempo che abbiamo a disposizione nel corso della nostra vita veramente nessuno lo sa. Mai però abbandonarsi all’odio, anche se in questo periodo sembra più facile”, sottolinea il giovane.

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Il viaggio da Oristano a Sanremo non sarà semplice per lui che circa 20 giorni fa ha subito anche un intervento chirurgico di tracheotomia. Sono diverse le difficoltà che incontrerà, come il trasporto in piena sicurezza e le spese per affrontarlo. “Dovrò utilizzare un’ambulanza medicalizzata e mi seguirà uno staff specializzato per l’assistenza continua”, spiega Palumbo. Anche per soggiornare a Sanremo ha dovuto scegliere di stare in una casa per questioni pratiche legate all’accesso e alla comodità sua e di chi lo segue, come il fratello Rosario che lo accompagna ovunque vada Paolo. “Un malato di SLA non ha una vita facile ma io non mollo, voglio lottare fino a quando potrò”, conclude Palumbo.

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