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LA TASSA SULLA BANDIERA TRICOLORE: quasi nessuno lo sapeva. Se lo fai sventolare dal balcone, devi pagare (e non poco)

L’Italia è una Repubblica fondata sulle tasse. Di tutti i tipi e per tutti i gusti. Assurde, ambigue, nascoste e antidemocratiche. Non per nulla, il 2020 sarà un anno irto di balzelli nascosti, 6 miliardi di tasse occulte, per la precisione, infilate tra le pieghe della manovra del governo giallorosso. Nulla di nuovo sotto il sole. D’altronde sono decenni che l’Italia si conferma al top per le imposte. E per non farci mancare mai nulla abbiamo anche le tasse più strane al mondo. Ecco qualche esempio, giusto per rinfrescare la memoria:

– La tassa sul Tricolore. In pratica se vuoi esporre la bandiera nazionale devi pagare. Se invece esponi la bandiera europea o regionale, non ci sono tasse. ˝Farla sventolare costa:  chi espone la bandiera deve pagare una tassa sulla pubblicità, come previsto dal Decreto Legislativo 507 del 1998 ( Art. 12 comma 1 ). Discorso diverso per gli stendardi regionali, europee e comunitarie, per le quali non è prevista alcuna imposta. Si vuole forse scoraggiare in questo modo manifestazioni di patriottismo?  L’Italia, si sa, è anche il Paese delle numerose stranezze, una delle tante è proprio questa. Da non sottovalutare, comunque, perché  l’esposizione della bandiera nazionale, la cui importanza ed il cui valore sono chiaramente espressi dalla Costituzione Italiana, costa € 140 annuali. Qualche anno fece molto rumore il caso dell’albergatore di Desio che fu costretto, incredulo, a versare la somma di € 280 per l’esposizione di due bandiere presso la sua struttura ricettiva. Sono in pochi a sapere che i cittadini italiani, a loro insaputa, versano un contributo per poter garantire l’esposizione del tricolore, simbolo della Repubblica Italiana, presso gli edifici rappresentativi degli organi amministrativi e dei luoghi simbolo delle nostre città.

– L’imposta di bollo per per raccogliere i funghi o le castagne

– La tassa sui gradini o sui ballatoi sulla pubblica via

– La tassa sulla morte, sulla giustizia, sul matrimonio e persino sulla disoccupazione

– La tassa sulla registrazione di un brevetto o sul tubo

– La tassa sull’ombra, nel caso una tenda oscuri parte del marciapiede pubblico

– Benvenuti poi nel regno delle sovraimposte di confine in cui troviamo quella sugli spiriti, quella sui fiammiferi, quella sui sacchetti di plastica non biodegradabili, sulla birra e sugli oli minerali

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