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E’ MORTO GIAMPAOLO PANSA: ci lascia l’ultimo vero maestro del giornalismo

È morto il giornalista Giampaolo Pansa, aveva 84 anni. Padre del «Bestiario», Pansa aveva ricominciato a scrivere per il Corriere della Sera lo scorso settembre. er il giornalista — nato a Casale Monferrato nell’ottobre del 1935 — quello al Corriere era stato un rientro, dopo il quinquennio 1973-1977. «Credo di essere il cronista che ha lavorato per più giornali: ma sono ancora qui, a rompere le scatole», aveva detto a Davide Casati.

Pansa è stato uno dei cronisti e dei commentatori più noti ai lettori italiani: dal 1961 — quando ottenne il suo primo contratto giornalistico, alla Stampa — ha raccontato come nessuno (e come nessuno ha fustigato) la società e la politica del nostro Paese. Lo ha fatto scovando scoop (a partire dallo scandalo Lockheed), inventando locuzioni e nomi entrati di diritto nella storia (uno per tutti: la «Balena bianca»), intervistando i protagonisti (al Corriere, e a Pansa, Enrico Berlinguer consegnò le frasi con le quali chiariva che non desiderava l’uscita dell’Italia dalla Nato) e descrivendo il «bestiario» (altra sua invenzione lessicale) della nostra scena politica.

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Un commento

  1. Non molti anni fa ebbi la fortuna di vedere Giampaolo Pansa alla presentazione del suo libro sui crimini (efferati) dei partigiani comunisti, i compagni, che a parole non sono tagliagole comunisti, “stranamente” si sentirono però in dovere di difendere i delinquenti-partigiani rossi, infatti c’era Giampaolo Pansa sul palco, ma a pochi metri da lui c’era un energumeno che, senza presentarsi, dichiarò prima ancora che Pansa prendesse la parola, che comunque i partigiani comunisti erano buoni e qualunque cosa avessero fatto era a fin di bene… detto ciò Pansa potè iniziare a parlare, ma sempre con l’energumeno (non più) comunista, sul palco, a pochi metri da lui, col chiaro intento di intimidire Pansa ed il pubblico… nessuno si lasciò intimidire ed i racconti di ciò che fecero i partigiani comunisti, disgustò tutti.

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