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PARAGONE, LA MOSSA CHE AMMAZZA I CINQUESTELLE! Cosa faranno lui e Di Battista: un patto d’acciaio contro Conte e Di Maio

“Se Ale mi dovesse dire ‘ripartiamo’, io gli risponderei di sì mille volte…”. Gianluigi Paragone confida a La Stampa il patto d’acciaio con Alessandro Di Battista. Un’intesa che viene da lontanissimo, dai tempi delle ospitate tv di Dibba alla Gabbia, su La7, e che ora potrebbe concretizzarsi in qualcosa di clamoroso, dopo l’espulsione del senatore ex giornalista dal Movimento 5 Stelle. Una scissione, per formare un nuovo “partito sovranista“, spiega un retroscena del quotidiano torinese. 

In pentola bolle qualcosa da settimane. Lo scorso 17 dicembre molto si  era chiacchierato della cena a Tivoli tra il dissidente Paragone e Di Battista, mentre nelle stesse ore a Roma Beppe Grillo incontrava Luigi Di Maio e i parlamentari a 5 Stelle. La dimostrazione plastica della spaccatura. Da una parte i dirigenti, sempre più rinchiusi nel palazzo e staccati dalla gente, dall’altra due pasionari (Dibba storico, Paragone acquisito) che si facevano fotografare tra gli attivisti, che in loro riconoscono ancora i valori fondanti e anti-sistema del Movimento. E da lì, spiega la Stampa, i due sono tentati di ripartire.

“Voglio essere come l’Atalanta, che tutti dicevano sarebbe uscita dalla Champions League e invece ha passato il turno”, confida ancora Paragone. Al posto dei gol di Gomez e Pasalic, gli incontri e i meetup in giro per l’Italia, da espulso, le battaglie in coppia con Dibba (che sta per partire per l’Iran, ma resterà molto attivo sui social) “contro le regole di Bruxelles, il sistema bancario e i potentati economici“, suggerisce ancora il retroscena della Stampa. Entrambi i turbosovranisti grillini sono assolutamente contrari anche alla strategia di Di Maio di trasformare il M5s in “partito del Sud” e vogliono restare in contattto con il Nord, cuore economico e propulsivo d’Italia di fatto abbandonato a Matteo Salvini. Se, come auspicato dallo stesso Paragone, non sarà Di Maio a chiedergli scusa e invitarlo a rientrare, tanto vale trovarsi una exit strategy. Insieme a Dibba.

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