Home / NEWS / “Ti prego mamma, fermati!”. Amelia era in casa con il figlio di 4 anni, lo prende per mano: “Adesso facciamo il bagnetto”. Lo ricopre d’olio e quello che fa dopo è orribile

“Ti prego mamma, fermati!”. Amelia era in casa con il figlio di 4 anni, lo prende per mano: “Adesso facciamo il bagnetto”. Lo ricopre d’olio e quello che fa dopo è orribile

Una storia da brivido e non siamo in un film horror, ma in una casa americana di Milwaukee (Usa). E sebbene la cittadina sia la stessa, non si tratta di un episodio di happy Days. In questo appartamento si è consumata una tragedia dai contorni macabri e folli. E purtroppo a pagarne le conseguenze è stato un bimbo autistico di soli 4 anni che, certamente, non si sarebbe mai aspettato di essere ucciso per mano dell’unica persona al mondo di cui si fidava: sua madre. I fatti sono accaduti il 28 settembre quando i vicini di casa di Amelia Di Stasio, la madre del piccolo Antonio, hanno sentito delle urla terribili e visto del fumo venire dal suo appartamento. Quando i poliziotti sono arrivati, la donna è scappata da una finestra e ha iniziato a vagare in preda al panico, fino a quando non è stata catturata. In mano aveva il telefonino dove, in seguito alle analisi fatte dagli inquirenti, erano state effettuate varie ricerche su internet relative ai cannibali. Gli agenti appena arrivati hanno fatto irruzione nell’appartamento e arrivati nel bagno hanno fatto una scoperta scioccante della loro vita.

Nella vasca da bagno c’era il piccolo Antonio Di Stasio, bruciato vivo con le mani legate dietro la schiena e una borsa di plastica in testa: accanto a lui una bottiglia aperta di olio da cucina e un porcellino d’India affogato nella sua gabbia. I vicini di casa hanno raccontato di aver sentito a lungo, poche ore prima della tragedia, le urla disperate di Antonio che implorava la madre di lasciarlo stare: “Per favore, mamma, fermati! Non lo farò più!”. Dopo il silenzio. Un silenzio assordante, senza che nessuno si sia minimamente preoccupato di andare a controllare cosa stesse accadendo. L’allarme è scattato solo quando un fumo anomalo ha cominciato a uscire da quella casa: ma ormai era troppo tardi. La madre del bambino, la 23enne Amelia Di Stasio, è stata arrestata con l’accusa di omicidio di primo grado. Era stata vista fuggire mentre arrivava la polizia, poi si era messa a vagare nei dintorni. (continua dopo le foto)


Quando è stata raggiunta dalla polizia la Di Stasio era ancora sotto choc. Un detective ha rivelato che la donna, convinta che suo figlio fosse un cannibale, aveva effettuato sul telefonino ricerche su internet relative appunto a ‘come far morire un cannibale’ e ‘come uccidere un cannibale’. Inoltre aveva consultato un forum riguardante un gioco per computer sul tema dei cannibali in cui alcuni utenti suggerivano di ‘ucciderli con il fuoco!’, mentre altri dicevano che ai cannibali piace ‘bagnarsi nell’olio’ (e questo spiegherebbe la presenza della bottiglia trovata in bagno). Ralph Di Stasio, il padre della donna, ha rivelato che la figlia ha sofferto in passato di problemi mentali. “È impossibile descrivere come ci si sente dopo una tragedia simile – ha detto a Fox6 – Spero che ora Antonio sia in paradiso, e pregherò perché ad Amelia venga dato un sostegno, se ne ha bisogno: e io credo proprio che ne abbia”.

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