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“E’ STATA COLPA LORO…”. Gaia e Camilla investite a Roma, parole choc in un lungo messaggio della sorella dell’investitore

Emma Genovese, sorella di Pietro, scrive un post su Instagram difendendo il fratello accusato di omicidio stradale: “Investire era inevitabile”

“Sono davvero distrutta per quelle due povere ragazze che hanno perso la vita, immagino il dolore della famiglia e degli amici, ma la colpa è stata loro, che per non fare cinque metri a piedi sono passate in mezzo alla strada, con le macchine che sfrecciavano su Corso Francia”.

È un estratto di un messaggio scritto su Instagram da Emma Genovese, sorella di Pietro, indagato attualmente per omicidio stradale, per avere investito e ucciso Camilla Romagnoli Gaia Von Freyman.

La tragedia sabato notte a Roma, nel cuore della movida capitolina di Ponte Milvio. Qui le due sedicenni, forse dopo aver scavalcato il guardrail, e forse dopo essere passate sulle strisce pedonali con il semaforo rosso per i pedoni, sono state falciate dalla Renault Koleos del 20enne, figlio del regista Paolo Genovese.

Emma, con un post sul noto social network, ha così parlato: “Vorrei dire una cosa, non lo dico perché è mio fratello ma lo direi per chiunque, tutta la gente che sta dando la colpa a lui dovrebbe vergognarsi”. La posizione del fratello è grave, soprattutto in seguito al risultato degli accertamenti: il ragazzo, infatti, sarebbe risultato positivo sia all’alcol che a sostanze stupefacenti. E ora rischia una durissima condanna in carcere, anche fino a 18 anni di pena, per omicidio stradale.

Emma difende così Pietro: “Non aveva né bevuto, né fumato, né stava al telefono. Era verde ed è passato normalmente com’è giusto che sia. Sono davvero distrutta per quelle due povere ragazze che hanno perso la vita ieri notte, immagino il dolore della famiglia e degli amici, ma la colpa è stata loro, che per non fare cinque metri a piedi sono passate in mezzo alla strada (ovviamente non pensando che potesse succedere il peggio), con le macchine che sfrecciavano su Corso Francia…”.

L’esatta dinamica dell’incidente è al vaglio degli inquirenti, che dopo aver raccolte le testimonianze dei presenti, devono ricostruire il fatto, sul quale vi sono ancora dei punti oscuri sui quali fare luce.

La sorella, infine, chiosa così: “Ovunque su Internet si dice com’è andata ed evidentemente è stato inevitabile. Per cui mettetevi nei panni non solo delle ragazze. Perché vi assicuro che stare sotto la pioggia in lacrime, per strada, con due ragazze sdraiate senza vita ad aspettare la polizia, l’ambulanza, e i miei genitori che sono corsi, è una cosa che ti segna e che lo ha distrutto. Non accusate se non sapete come sono andate le cose”.

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