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L’ATTACCO CHOC DELLE SARDINE: orrore in piazza a Pescara, quei cartelli contro Salvini da denuncia penale

Le sardine scendono in piazza anche a Pescara sulle note di Bella ciao. E anche qui, come già successo in altre città, non sono mancate violente forme d’odio contro il leader della Lega, Matteo Salvini.

Tra tutti uno striscione ci ha particolarmente impressionati: sul manifesto contro l’ex ministro dell’Interno spunta un uomo impiccato. “Lega Salvini e lascialo legato”, recita lo slogan di una violenza inaudita. Eppure, in corteo, c’è anche chi si definisce democratico.

Spinti dalla mobilitazione di Bologna, anche nella città abruzzese diverse persone hanno manifestato: “La gente ha voglia di combattere Salvini e i suoi discorsi pieni di odio. La voglia di opporsi è talmente forte che ha mobilitato quasi tutta l’Italia, tutte quelle persone che volevano rispondere. Prima si rispondeva sui social, ora si scende in piazza. Questo è un ottimo segnale”. L’evento è stato organizzato perché “sentiamo fortemente la voglia di urlare a Salvini che non ci rappresenta”. Ma a loro giudizio questa non è solo un’occasione per andare contro il leader della Lega: “Qui siamo tutti pro Italia. Abbiamo cercato di portare più persone possibili proprio per questo, per dire che il nostro Paese può avere meglio di Salvini. Partendo da un sentimento di umanità, che viene chiamato buonismo, ma che in realtà rappresenta un atto di generosità e dovrebbe legare tutti”. Intervistato in esclusiva da ilGiornale.it, la sardina Gennaro Spinelli ha ribadito come al momento non vi sarebbe alcuna intenzione di schierasi politicamente: “Siamo semplicemente antifascisti. Ovviamente non andiamo con l’estrema destra che vuole dividere invece che unire”. La politica non è da considerarsi solo come destra e sinistra: “È anche questo. Alzarsi la mattina e organizzare una manifestazione. Siamo dalla parte delle persone che non ne possono più di questo clima di odio, noi vogliamo la pace per tutti”.

Contro gli slogan della destra”

Molti critici hanno sollevato dubbi sulle sardine, prive di proposte politiche ma accomunate solo dall’andare contro l’ex ministro dell’Interno: “Il nostro movimento non nasce per dare risposte, ma per dare una rivalsa alle persone che la cercano. È proprio questo che noi andiamo a regalare alle persone che dicono a Salvini che non è il rappresentante di tutta Italia. Noi non siamo politici. La nostra politica è scendere in piazza e contestare la direzione che il Paese sta prendendo”. Il loro obiettivo è dunque quello di “dire a una determinata classe politica che è giunto il momento di fare qualcosa di diverso perché è evidente che c’è qualcosa che non va, altrimenti non saremmo qui in piazza”.

Secondo Gennaro c’è una differenza sostanziale con il Vaffaday: “A differenza di Beppe Grillo noi scendiamo in piazza per far vedere agli altri che noi siamo lì, che non tutti siamo manipolati. Noi non chiediamo, ma diamo il nostro contributo a questa democrazia e all’antifascismo”. E ha confessato che diversi schieramenti hanno fatto delle avances: “Tutti i partiti hanno provato a metterci il cappello e ad entrare in questa cosa, ma abbiamo rifiutato perché è un movimento che nasce dalla spontaneità delle persone. I discorsi nelle piazze non sono politici ma mirano al cuore: l’antifascismo è una questione di etica, e l’etica è cuore. L’antifascismo non ha via libera”.

Non sono mancate critiche alla politica attuale: “Puntando i riflettori sui migranti non si risolvono i problemi della quotidianità. Le battaglie dei poveri le vincono solo i ricchi. Distogliere l’attenzione dai problemi reali mirandoli verso chi sta peggio non può risolvere”. Alla destra chiedono di “smetterla di fare solo slogan”; alla sinistra rivolgono l’invito a “svegliarsi perché qui c’è qualcuno che vuole fare qualcosa”. Ma nel mirino è finita anche Giorgia Meloni: “Si è semplicemente adattata al linguaggio di Salvini perché ha visto che portava consensi. Lei, come Salvini, è un altro burattino della politica italiana: va dove tira il vento. In base ai sondaggi cambiano posizioni, opinioni e atteggiamenti. Sono inconsistenti: parlano solo tramite slogan”. La sardina infine ha avvertito la destra: “Le persone sono stufe di ascoltare solo slogan, perché a fine mese non ci arrivano veramente”.


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Un commento

  1. Ai compagni se il Partito gli ordina di chiamarsi, non più compagni ma il più stupido dei nomignoli, che so “sardine” quelli d’ora fino a nuovo ordine si chiameranno tra loro “sardine”, in fondo il Partito gli aveva già ordinato di chiamarsi “girotondini” e di fare i girotondi tenedosi per mano e loro non hanno trovato la cosa affatto stupida, anzi…
    la cosa (poco) sorprendente è la pubblicità che tutti i media fanno a questi pupazzetti di Prodi e gli ZERO articoli sulla vera rivoluzione popolare che sta sconvolgendo la Francia

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