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GOVERNO, OGGI CADE TUTTO! BOCCIATO IL PROVVEDIMENTO: si fanno i dispetti tra di loro, PD vota contro Cinquestelle!

Roma, 3 dic. (askanews) – L’aula della Camera ha bocciato la richiesta di urgenza per la proposta di legge Costa che blocca gli effetti della riforma Bonafede sulla prescrizione del reato. I voti a favore sono stati 219 e 269 i contrari, due gli astenuti.Il Pd ha deciso di votare no all’urgenza, ma allo stesso tempo chiede al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, di proseguire in un confronto “serrato e costruttivo”. Se così non fosse, “il Pd presenterà in Parlamento le sue proposte sulla riforma della giustizia”, ha detto Walter Verini.Italia viva, invece, non ha partecipato al voto: “Riconosciamo l’urgenza e la riconoscono avvocati in sciopero e magistrati fuori dal parlamento. Per non creare divisioni pretestuose nella maggioranza ed evitare strumentalizzazioni su un voto procedurale, ci limitiamo a non votare – hanno fatto sapere dal gruppo parlamentare alla Camera -. Chiediamo al governo subito una soluzione perché ogni discussione su prescrizione e riforma processo penale è ferma”.

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Il giorno dopo il Mes, si apre un nuovo fronte per Giuseppe Conte: il Pd attacca frontalmente il M5s sulla prescrizione.  La proposta di esaminare con urgenza il disegno di legge del forzista Costa che abroga la riforma della prescrizione secondo il Pd è “strumentale” e dunque, nella votazione prevista alla Camera per oggi, si schiererà per il no contro l’indicazione del Movimento 5 Stelle e del ministro della Giustizia grillino Alfonso Bonafede.  

Lo ha deciso il gruppo del Partito democratico della Camera, in una riunione che si è tenuta stamattina e presieduta dal vice-capogruppo a Montecitorio Michele Bordo. Secondo il Pd, la priorità per il disegno di legge Costa non impedirebbe l’entrata in vigore della riforma Bonafede, per una questione legata ai tempi necessari per il voto e il calendario, già ingolfato, di Camera e Senato. “Serve un intervento per garantire la ragionevole durata dei processi”, è la priorità del Pd. Una soluzione politica, è stato spiegato tra l’altro, “è sempre possibile” ma fino ad ora dal ministro Bonafede non è arrivata alcuna proposta. Nel caso in cui non si trovasse una mediazione, il Pd avrebbe “mani libere” rispetto alla riforma Bonafede, votata dalla precedenze maggioranza, con la possibilità anche di presentare una proposta autonoma del Pd, di segno opposto rispetto a quella posta dai 5 Stelle come questione di vita o di morte per il governo.

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