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DIVENTERA’ MINISTRO IL CINQUESTELLE CHE VUOLE TASSARE LE MERENDINE A SCUOLA. è tutto vero, lo ha dichiarato ieri in una farneticante intervista

Le proposte del viceministro dell’Istruzione (M5S): tre miliardi in più, risolvere il precariato anche all’Università. E no all’autonomia differenziata

Un programma snello, in pochi punti: così Lorenzo Fioramonti, viceministro dell’Istruzione nel governo gialloverde e tra i papabili per succedere a Bussetti nel governo giallorosso, fissa i primi paletti per il mondo della scuola e dell’Università: «La scuola, la formazione e la ricerca devono essere al centro perché la conoscenza è il nuovo petrolio. Ma per poter rilanciare il settore bisogna chiudere la piaga del precariato della scuola, dele università e degli enti di ricerca».
Quanto costerebbe? Ci vogliono investimenti sicuramente. Qualcosa abbiamo già fatto con il governo che si è dimesso».
Non moltissimo.
Diciamo che abbiamo fatto alcuni provvedimenti importanti ma non significativi. Io credo che serva almeno un miliardo aggiuntivo per l’Università e due per la scuola, dobbiamo dare un orizzonte a scienziati e ricercatori che a 45 anni sono ancora supplenti e a quegli insegnanti che non riescono ad entrare nella scuola. I fondi si possono trovare con interventi fiscali mirati, quella che chiamo l’Iva strategica».
Vuole aumentare le tasse?
«Servono delle micro tasse di scopo: una tassa sulle merendine, una sulle bevande zuccherate, un’altra sui biglietti aerei. Sono attività o dannose per la salute, le prime due o inquinanti. Con i soldi che lo stato ricava si fanno interventi per la ricerca o la scuola. abbiamo calcolato che solo da questi interventi si possono ricavare 2,5 miliardi». 
Potreste aumentare gli stipendi degli insegnanti?
«Vedremo le possibilità, di certo dobbiamo risolvere il problema delle classi pollaio : i miei figli vanno a scuola in Germania e lì sono 21 in classe. Spero che la sperimentazione dell’educazione civica funzioni e che riusciremo a dare la giusta importanza alle accademie e ai conservatori»
Sull’autonomia differenziata, che vogliono Lombardia e Veneto, che cosa pensa?
La scuola è un bene nazionale: dunque no a prof regionalizzati. Altro è se le regioni vogliono invogliare gli insegnanti con affitti facilitati, buoni pasto o altri benefit aggiuntivi. Questo lo possono fare».
Le piacerebbe fare il ministro come si legge sui giornali?
«Anch’io seguo le notizie. Mi piacerebbe portare avanti il percorso che ho iniziato un anno fa»

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