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VENDUTO E CONTABALLE! COSI’ FRECCERO SBRANA GAD LERNER dopo l’ennesima collezione di superscazzole del leccapiedi di De Benedetti

Lettera di Carlo Freccero a La Verità

Caro direttore,

se devo rispondere a Gad Lerner che mi accusa di «riposizionamenti», risponderò con le sue stesse parole. «Per arrivare a governare i partiti di sinistra si sono alleati con le famiglie capitaliste in nome di una presunta maggiore competitività delle aziende».

Ed anche: «Nella seconda metà degli anni novanta i dirigenti del partito che per la prima volta conoscevano i rappresentanti dell’alta finanza subirono una sorta di infatuazione».

Lerner stesso ad ammetterlo, è stato il Pd e lui, insieme a molti intellettuali di sinistra, a riposizionarsi. Io sono rimasto fedele ai miei principi ed al rispetto dei diritti sociali. Non mi sono schierato con le élite, ho anche pagato personalmente, con la mia storia, la mia fedeltà. Gli incarichi operativi non mi sono mancati, perché nessuno può vantare un’esperienza così protratta nel tempo, come professionista televisivo.

Però sono stato «epurato» più volte per motivi politici e di censura. Non ho mai frequentato salotti e Carlo De Benedetti mi ha fatto fuori anche dal Festival della Tv di Dogliani, perché mi ero opposto alla Centrale Enel sul territorio della mia città, Savona.

Per me la politica non è qualcosa che riguardi le élite, ma tutti i cittadini indistintamente. Non solo un diritto, è un dovere. Lo spazio della politica è un territorio in cui è ancora possibile esercitare la democrazia. Per questo mi sono dichiarato sovranista. Non esiste oggi, al di fuori degli Stati, uno spazio in cui la democrazia possa venire esercitata.

La globalizzazione è il Far West in cui le élite hanno libertà di caccia allo schiavo, come scriveva inorridito Charles Dickens dopo il suo Viaggio in America. Per questo, da tempo, non sono le destre, ma anche le sinistre vere alla Mélenchon, riscoprono il sovranismo. Non Dio, Patria, Famiglia, ma difesa dei diritti sociali. Abrogazione di tutte le storture che in nome della globalizzazione hanno cancellato secoli di lotte operaie. Come ci insegna la radice della parola politica, polis, la politica ha bisogno di uno spazio definito per poter essere ancora esercitata da tutti i cittadini.

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