Home / NEWS / Magliette rosse? Un Travaglio epocale: persino lui è costretto da re la sacrosanta ragione a Matteo Salvini

Magliette rosse? Un Travaglio epocale: persino lui è costretto da re la sacrosanta ragione a Matteo Salvini

Un editoriale che potremmo definire “epocale” quello scritto oggi sul Fatto da Marco Travaglio. Perchè, pur definendo “cosiddetto ministro” Matteo Salvini, Travaglio lancia un forte richiamo a quanti qualche giorno fa hanno indossato le celebri magliette rosse: “Avverto un rischio – scrive – quello che una bella iniziativa per non dimenticare una tragedia quotidiana che dura da anni diventi non tanto uno strumento di propaganda politica (sempre legittimo), ma un’ arma di distrazione di massa dai veri responsabili. Che – se vogliamo provare a ragionare sui fatti, andando oltre le commemorazioni dei defunti e il derby fra tifoserie buoniste e cattiviste – non sono questo o quel governo, ma i trafficanti di esseri umani

E ancora: “Gli scafisti, che negli ultimi anni, grazie al progressivo avvicinarsi delle navi delle Ong alle acque territoriali libiche, hanno impiegato natanti sempre più pericolanti, proprio perché sicuri di dover percorrere un tratto di mare molto limitato prima della “consegna” sincronizzata (il “salvataggio” è tutt’ altra cosa) del carico umano alle imbarcazioni private. Così, non mettendo più piede in acque internazionali e tantomeno in quelle italiane, gli scafisti hanno ridotto a quasi zero non solo il rischio di (turpe) impresa, ma anche quello giudiziario: se nessuno li vede, li intercetta, li identifica, è impossibile incriminarli e arrestarli. È ciò che segnala da due anni il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, che poi si vede imputare il fallimento delle indagini, come se non fosse stato lui a segnalare al Parlamento il meccanismo infernale che impedisce ai giudici di colpire i trafficanti di esseri umani”.

“Il legame fra alcune Ong e gli scafisti, ormai acclarato e addirittura rivendicato dalle interessate, non è di tipo economico, ma fattuale: le Ong agiscono, anche con le migliori intenzioni, come “pull factor” che rende i viaggi meno costosi e rischiosi, dunque più appetibili e redditizi. E questa non è necessariamente materia penale, perché i reati presuppongono il dolo, cioè l’ intenzione di sostenere i trafficanti, che non è il movente delle Ong. Ma, se un fatto non è reato, non vuol dire che non sia vero”.

loading...

Check Also

“Non si premia col Quirinale uno che racconta balle” Maria Giovanna Maglie a testa bassa contro Draghi: solo lei poteva aver le palle per dirlo apertamente

Solo nella nazione di Pinocchio le bugie vengono premiate e così l’uomo che aveva convinto …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *