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Boschi, quelle telefonate disperate nella notte: cosa si è ridotta a fare per provare a non scomparire

Tra pochi minuti, la resa dei conti nella direzione PdMaurizio Martina, segretario reggente, promette: “Stavolta vado fino in fondo”. Parole che gli attribuisce Repubblica, in un retroscena appassionante sulle sorti del partito. Già, perché Martina e molti big, ora, vogliono l’accordo di governo col M5s: tra loro anche Dario Franceschini, per pescare un nome dal mazzo, il quale giura che “non ci fermeremo”.

In direzione, Matteo Renzi ci sarà. Potrebbe anche parlare. Il punto è che ora teme il ribaltone: pian piano, in molti gli stanno voltando le spalle e potrebbe rimanere solo con pochi fedelissimi nella sua linea di assoluta chiusura al M5s. Ed in quel caso, la scissione potrebbe diventare realtà a tempo record: Renzi e i suoi potrebbero farsi il loro partito, impedendo così a ciò che resta del Pd di avere i numeri per governare col M5s.

La scissione, però, è una circostanza che anche Renzi vorrebbe evitare: il suo vero obiettivo è riconquistare il partito dall’interno, magari già alle prossime primarie. E così, per evitare l’extrema-ratio, secondo Repubblica avrebbe schierato Maria Elena Boschi. La fedelissima si è impegnata con una raffica di telefonate ai parlamentari in bilico: “Ciao, sono Maria Elena, ti chiedo di sostenere il documento di Guerini. È importante, dobbiamo mostrare ai nemici di Matteo che non possono pensare di metterlo da parte con una manovra di palazzo”.

L’obiettivo di Renzi e Boschi è mettere in chiaro che i gruppi di Camera e Senato sono, comunque, saldamente in mano renziana. Meglio ancora se non si arrivasse al voto sul documento di Lorenzo Guerini, che avrebbe in mano 124 firme dei 215 membri della direzione Pd. Il punto è che arrivando al voto, se pure le posizioni di Martina perdessero di misura, il partito si troverebbe irrimediabilmente spaccato. E la scissione tornerebbe un’ipotesi quasi ineludibile.

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