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“Tutti i tutor devono essere rimossi immediatamente”: la clamorosa sentenza della Corte di Appello di Roma su di una diatriba che nessuno conosceva

La Corte d’Appello di Roma ha deciso: Autostrade per l’Italia deve rimuovere e distruggere tutti i tutor esistenti sulla propria rete autostradale perché costituiscono una «violazione del brevetto». E non solo, Autostrade non potrà fabbricare né commercializzare o utilizzare il sistema e, per ogni giorno di ritardo sulla rimozione degli apparecchi, dovrà pagare 500 euro all’azienda che ha brevettato il sistema. La sentenza può avere conseguenze enormi per la società che, come alternativa, ha solo quella di acquistare il brevetto.

COME È NATO IL CASO TUTOR
Per capire come si sia arrivati a questo punto occorre andare alle origini del contenzioso, indientro negli anni, con un nodo nevralgico nel 2015: quando la Cassazione stabilì, per l’appunto, che l’invenzione del Tutor era di un’azienda di Greve in Chianti, la Craft di Romolo Donnini, e non di Autostrade. Da qui l’azione legale che ha portato alla clamorosa decisione di ieri. Già, perché l’azienda toscana e Autostrade in realtà si erano già conosciute negli anni ’90: la Craft aveva presentato e proposto alla società il suo tutor, ma Autostrade sembrò non prenderlo in considerazione, salvo poi idearne uno proprio nel 2004 (Sicve), diverso per alcuni dati tecnici, almeno all’inizio, ma poi rimodellato su quello di Donnini.

AUTOSTRADE FA IL PUNTO: IL TUTOR RIMARRÀ ATTIVO NONOSTANTE LA SENTENZA
Il Tutor non verrà rimosso dalla rete di Autostrade per l’Italia, ma sarà immediatamente sostituito con un nuovo sistema diverso da quello attuale. Questa la replica immediata di Autostrade dopo la sentenza che, comunicano dalla società, sarà impugnata presso la Corte di Cassazione da Autostrade per l’Italia, le cui ragioni sono state riconosciute fondate da 4 precedenti sentenze di merito in tutti i gradi di giudizio.

LA SOCIETÀ HA DECISO: PAGHERÀ LA MULTA FINO ALLA SOSTITUZIONE DEGLI APPARECCHI
Tuttavia, per evitare che vengano annullati i benefici del Tutor che ha ridotto del 70% il numero di morti sulla rete autostradale, Autostrade per l’Italia si farà carico della sanzione pecuniaria prevista per mantenere attivo il sistema attuale fino alla sostituzione integrale degli apparati con altro sistema di rilevazione della velocità media, che avverrà entro tre settimane. La decisione della Corte d’Appello di Roma riconosce che non c’è stato alcun arricchimento da parte di Autostrade per l’Italia, non avendo la concessionaria ottenuto alcun vantaggio economico dall’utilizzo del sistema che ha come unico obiettivo quello di tutelare la sicurezza dei clienti.

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