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Pasquetta al Rigopiano per farsi il selfie dove morirono sepolti vivi: è proprio vero che il mondo è pieno di imbecilli

I parenti delle vittime, giunti il lunedì dell’Angelo sul posto per pregare i loro defunti sepolti dalla valanga di neve sotto l’albergo crollato, hanno trovato decine di persone, anche famiglie con bambini piccoli, in «gita» che scattavano foto e raccoglievano «souvenir». Tanda: «Ne hanno identificati trenta, ora vogliamo pene esemplari»

Pasquetta macabra all’Hotel Rigopiano. Desta sconcerto la denuncia dei familiari delle vittime del Resort crollato. Nel giorno del lunedì dell’Angelo, tradizionalmente dedicato alle gite all’aria aperta, decine e decine di persone sono salite sul luogo dove gli ospiti dell’hotel di Farindola rimasero prima intrappolati dalla neve e poi sepolti dalla valanga. Hanno violato i sigilli. Sono entrati a raccogliere souvenir sul teatro della tragedia. I parenti delle vittime, giunti sul luogo per pregare, si sono trovati di fronte una fila di auto degna delle prime gite sul litorale, pic-nic, bambini che giocavano chiassosi, mentre i genitori scattavano foto ricordo.

«Ora pene esemplari»

«Quando sono arrivati i carabinieri sono scappati. Ma ne hanno identificati trenta. Spero che per loro scattino pene esemplari. Il turismo sciacallo deve finire, a Farindola come ad Amatrice, come in tutti i luoghi in cui ci sono state vittime», denuncia Gianluca Tanda, fratello di Marco, che fu tra i 29 morti del Resort il 18 gennaio del 2017. Era già accaduto durante l’estate. Un pellegrinaggio di curiosi che aveva sollevato l’ indignazione dei familiari delle vittime. E aveva spinto le autorità a recintare la zona. «La rete non esiste quasi più. È facile entrare. E loro sono andati dove non entriamo neanche noi. Per rispetto dei nostri cari. Ma anche per rispetto delle indagini. Lì sotto ci sono ancora prove cruciali. Telefonini mai ritrovati, telecamere che potrebbero aiutare a capire la veritá», si accalora Tanda. «Noi abbiamo sollecitato più volte che inizi la bonifica. Ma è ancora ferma per un motivo burocratico. Intanto, almeno durante le feste, chiediamo che ci sia un controllo. Su chi, poi, porta i bambini a giocare al “cimitero”, senza spiegargli cosa è successo lì, non abbiamo parole. Ma spero che siano presi provvedimenti».

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