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“Michael Douglas lo cavalcai sul serio, ma lui…” le incredibili rivelazioni di Sharon Stone sulle mitiche riprese di Basic Instinc

Barbara Costa per Dagospia

Cinque giorni, dieci ore al giorno, sempre lì nudi ad ansimare, per scene di sesso coreografate al millimetro, minutamente stabilite al dettaglio, per portarsi a casa lui 15 miliardi delle vecchie lire, lei la paga minima sindacale, e la gloria imperitura della femme fatale.

Così sono andate le cose sul set di Basic Instinct, o almeno così le racconta Michael Douglas, Sharon Stone ammette di essersi molto  divertita, e che stare nuda contro un uomo nudo per ore non è stato per nulla imbarazzante anzi, solo un po’ scomodo per colpa della protezione inguinale.

Basic Instinct mica è un porno e, nonostante tutte le chiacchiere del sesso vero fatto dai due sul set, non c’è stato nessun contatto intimo, nessuna penetrazione, e la stessa Stone non volle pornostar come controfigure per quelle torride scene, tranne la prima, dove il corpo a cavalcioni sul “povero” Johnny Boz è quello dell’attrice hard Ashlyn Gere.

Douglas sì, Sharon se l’è cavalcato sul serio, sebbene lui non abbia avuto la minima erezione, e ancor oggi la Stone di quel sesso simulato va fiera, fierissima, lo ripete da mesi che rifarebbe tutto daccapo, in ogni intervista che da inizio 2018 le fanno, cioè da quando si sono accorti che l’ultima vera diva di Hollywood è arrivata alla soglia dei 60.

Sharon lo sapeva che quel film valeva, l’ha capito subito, appena letto il copione, che le avrebbe cambiato la vita. Su quel set non si è sessualmente risparmiata, ci ha scommesso tutto, anche perché per lei Basic Instinct era l’ultima spiaggia: nel 1992 aveva già 34 anni, due divorzi, un passato da modella, 12 anni di gavetta cinematografica e solo film modesti in curriculum. Per convincere il regista Paul Verhoeven a sceglierla, la Stone giocò sporco: si presentò al provino vestita come Kim Novak ne La donna che visse due volte – must sessuale di Verhoeven – lo stregò e ottenne la parte al posto di attrici affermate come Demi Moore, Julia Roberts e Kim Basinger, per la quale parteggiava lo stesso Michael Douglas.

A proposito di Douglas: il fu bel mascellone per scopare in Basic Instinct dimagrì 15 chili, e non solo pretese e ottenne il cachet sopracitato più una bella percentuale sugli incassi (il film incassò nel mondo 350 milioni di dollari), ma fece mettere nero su bianco sul contratto che lui non avrebbe girato scene di sesso a tre, né con due donne e mai e poi mai con un uomo, e che non ci pensassero proprio a fargli inquadrature di nudo frontale integrale (come stiamo messi lì sotto, Michael?).

Invece Sharon si dimostrò pronta a tutto, e non so voi ma io non ci credo che nella scena dell’interrogatorio – non prevista nella sceneggiatura – si è tolta le mutandine bianche perché si vedevano nella cinepresa, avrebbe potuto indossarle color carne, o mettere un invisibile nude slip. Stava d’accordo col regista, altroché, accavallò le gambe e ci mostrò per un attimo il suo sesso nudo, aperto, cioè fece quello per cui Verhoeven era pazzo fin dai tempi del college, da quando lo aveva visto fare a una sconosciuta a una festa, e gli era rimasto in mente. Da allora quelle gambe, quel sesso intravisto, sono divenuti ossessioni di generazioni di uomini – e di donne – colpiti al cuore da questa pericolosa femmina bisex, che inquieta ma scatena desiderio, dominatrice inafferrabile, che divora sessualmente i suoi amanti, e se gli gira, essendo matta, li uccide pure.

In questo personaggio è rimasta incastrata la stessa neo60enne Stone, capace di sconfiggere aneurismi, infarti, divorzi da mariti stronzi, ma non di trovare qualcuno che appena la vede non pensi a quella scena lì. Ci ha ipnotizzato. Che spreco, che delitto è stato eliminare da Basic Instinct le sue scene lesbo, da Verhoeven montate ma tagliate per “paura” (dice) della censura americana.

Stessa storia per Basic Instinct 2, anche lì Sharon si è esibita in incastri lesbici bollenti, tagliati per far contenti censori e distributori. Ora: Basic Instinct 2 non è che fa schifo, peggio, è noioso, e la noia è la morte di ogni thriller erotico. Si salva solo lei, Sharon Stone, che in Basic 2 è mille volte più bella, più donna, più sensuale che nell’1, e ci voleva tanto a capire che un bravo attore come David Morrissey, con quel viso da bambolotto, era inadatto al ruolo? Michael Douglas non accettò di girare il seguito per motivi d’età (chapeau, Michael) e la produzione faticò da matti a trovare attrici che affondassero la testa tra le gambe della Stone. Pensate che per una “casta” scena di sesso a tre venne contattata la nostra Gianna Nannini: Sharon Stone aveva visto una sua foto, e la voleva a tutti i costi nel film. Alla Nannini arrivarono copione e provino, ma lei non se la sentì di partecipare.

Se volete vedere un’altra calda Sharon Stone cercatevi “Women”, film tv in cui lei gira scene hot di sesso lesbo con Ellen DeGeneres. Ma pure qui, non aspettatevi pornosità, ci sono solo baci, carezze, strusciamenti, orgasmi su orgasmi, e le magnifiche gambe della Stone che si intrecciano e si avvinghiano a quelle della DeGeneres. La regista del film è Anne Heche, ai tempi fidanzata proprio con Ellen DeGeneres: come avrà resistito alla voglia di infilarsi tra le due?

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