Home / NEWS / “Sei un eroe”. Metro Milano, il bimbo di 2 anni cade sulle rotaie. Lui lo salva così. Pieno di coraggio, si toglie lo zaino (era appena uscito da scuola) e si butta per non far morire il piccolo

“Sei un eroe”. Metro Milano, il bimbo di 2 anni cade sulle rotaie. Lui lo salva così. Pieno di coraggio, si toglie lo zaino (era appena uscito da scuola) e si butta per non far morire il piccolo

La banalità del bene ha un nome, si chiama Lorenzo Pianazza e ha 18 anni. Eh sì, perché se eroe significa fregarsene delle conseguenze e rischiare la propria vita per salvarne delle altre, il termine, quindi, è corretto se parliamo di Lorenzo. Eroe, il ragazzo, lo è per davvero, seppur per un giorno: ieri non ci ha pensato due volte prima di mollare lo zaino sulla banchina della metro, alla fermata Repubblica, e precipitarsi sui binari per salvare il bimbo che pochi secondi prima era caduto giù. “Tornavo da Varese, dove frequento un istituto privato per prendere il diploma – ha spiegato il ragazzo a ‘MilanoToday’ -. Ero sceso dal treno ed ero andato sulla gialla per prendere la metro verso casa (…) Mi sono accorto della madre che andava verso i binari gesticolando e poi ho visto altre due o tre persone avvicinarsi”. Studente milanese, Lorenzo, insieme alla dipendente Atm Claudia Flora Castellano, ha salvato la vita al piccolo di due anni, che era sfuggito alla mamma, evitando il peggio. “Mancava un minuto all’arrivo della metro – ha detto Lorenzo – allora mi sono detto: ‘Salto giù e lo prendo, tanto ce la faccio a risalire. O mal che vada cerco di correre fino alla fine dei binari sperando che la metro si fermi'”.

QUI LE INCREDIBILI IMMAGINI DEL SALVATAGGIO (VIDEO)

L’intervento di Lorenzo è stato immediato e per fortuna il treno non è mai arrivato. Claudia, l’agente Atm, ha tolto il segnale e bloccato i mezzi. “Ho preso il bimbo e l’ho messo tra le mani della madre – ha spiegato ancora-. Lui piangeva e, quando sono risalito, io gli ho messo una mano sulla spalla per tranquillizzarlo perché era spaventatissimo. La mamma, che era terrorizzata, mi ha detto grazie e poi io sono andato via”. Per tutti Lorenzo è un eroe, anche se lui minimizza: “Ho fatto una cosa che avrebbe fatto chiunque”. Ieri, anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha rivolto un appello su Facebook per trovare il ragazzo. “Oggi tutti abbiamo potuto ammirare quello che si può definire un gesto coraggioso – ha scritto il sindaco -. Grazie alla tua prontezza e a quella della agente della stazione M3 Repubblica, che ha fermato la circolazione dei treni, è stato salvato un bambino”. “Spero che attraverso i social riuscirai a metterti in contatto con me – ha sottolineato Sala – perché vorrei invitare entrambi a Palazzo Marino e ringraziarvi di persona a nome di tutta la città di Milano”. (Continua dopo la foto)

Ed è proprio in antitesi ad uno dei testi più controversi della storia, quello di Hannah Arendt, “La banalità del male”, (scritto durante il processo a Gerusalemme di uno dei peggiori criminali della seconda guerra mondiale, il nazista Eichmann;) e in relazione alla “La banalità del bene” del giornalista Deaglio, (che racconta invece la storia di Giorgio Perlasca, salvatore di oltre 5000 ebrei ungheresi) che è corretto inserire questa vicenda. Una volta a Perlasca chiesero: “Perché l’ha fatto, perché ha rischiato la sua vita per salvare quella di 5mila sconosciuti?” e lui rispose, più o meno, nello stesso modo in cui oggi, Lorenzo, 18 anni, risponde a chiunque glielo chieda: “Ma voi, al posto mio, che avreste fatto?”. La banalità del bene, appunto.

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