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Un passato non così roseo per il neo vincitore di Sanremo. Fabrizio Moro e il retroscena della sua vita che non tutti sanno

Come Ultimo, il neo vincitore di Sanremo 2018, con il brano “Non mi avete fatto niente in coppia con Ermal Meta, è nato e cresciuto a San Basilio, zona difficile della Capitale. In una intervista di qualche tempo fa aveva dichiarato: “Amo il mio quartiere, ma a 14 anni mi ha salvato la chitarra”.

Tra i vincitori della 68esima edizione del Festival di Sanremo, appena conclusasi, c’è di certo anche Roma. Non solo Luca Barbarossa ha gareggiato con un brano in dialetto romanesco, omaggiando la tradizione degli antichi stornelli popolari, ma a trionfare nelle due categorie della competizione, i “Big” e le “Nuove Proposte”, ci sono stati due romani doc. Da un lato Fabrizio Moro, che ha emozionato il pubblico dell’Ariston con la sua “Non mi avete fatto niente” in coppia con Ermal Meta, dall’altro Ultimo, al secolo Niccolò Moriconi. Entrambi, per altro, sono nati e cresciuti a San Basilio, quartiere tristemente noto nella Capitale per le attività legate allo spaccio di droga e alla microcriminalità. Una bella rivincita, dunque, per tutti i ragazzi della zona, che hanno visto in loro un simbolo di speranza, perché loro “ce l’hanno fatta”.

La storia di Moro, al secolo Fabrizio Mobrici, “Er moro” era il suo soprannome a San Basilio, è da questo punto di vista esemplare. Nato 42 anni fa da genitori di origine calabrese e sfegatato tifoso laziale, è proprio all’interno del suo quartiere che comincia a fare musica negli anni Novanta, dopo aver lavorato in un albergo della Capitale. La prima grande occasione arriva nel 2000, quando partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con la canzone “Un giorno senza fine”. Torna nella città dei fiori nel 2007 “Pensa”, dedicato alle vittime di mafia. E poi ancora con “Eppure mi hai cambiato la vita” nel 2008, quando arriva terzo grazie alla canzone ispirata al rapporto con la madre e che lui stesso ha confessato di aver scritto e composto mentre era in macchina sul Grande raccordo anulare. Moro ha partecipato al Festival della canzone italiana anche nel 2011 con “Non è una canzone” e nel 2017 con “Portami via”, oltre ad essere stato autore di altri famosi brani, come “Sono solo parole”, cantato da Noemi.

Eppure, nonostante il successo, non ha mai dimenticato il suo passato. Anzi, in recente intervista di qualche tempo fa, parlando delle sue origini, ha dichiarato: “Amo il mio quartiere, ma quando ero ragazzo, intorno ai 14 anni, mi ha salvato la chitarra. Frequentavo le piazze e i giardini dove mia madre mi lasciava a giocare per interi pomeriggi tra persone per bene e delinquenti. Molti dei miei amici hanno fatto molte scelte, e ora non ci sono più”.

 

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