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Il ristoratore che ha stecchito il ladro la scorsa primavera? Giustizia è fatta: dopo lunghi mesi di ansia l’annuncio del suo avvocato

Flavia Mazza Catena per “Il Giornale”

mario cattaneo spara al ladro lodi

Mario Cattaneo non voleva ammazzare nessuno. Si alleggerisce l’ ipotesi di reato per l’oste di Casaletto Lodigiano, dal cui fucile partì una rosa di pallini che uccise un ladro entrato nella sua proprietà per rubare. Lo ha deciso la Procura della Repubblica di Lodi, che ieri ha chiuso le indagini, lasciando in piedi solo l’ ipotesi di eccesso colposo di legittima difesa, contestato dal pubblico ministero Laura Siani.

«Sono felice – spiega Cattaneo – ma le mie notti, dall’ incursione dei ladri, sono piene di incubi che non finiscono mai». «Ora presenterò una memoria difensiva con la quale chiederò l’archiviazione – dichiara il suo avvocato, Vincenzo Stochino – perché il mio cliente non ha fatto nulla se non cercare di difendere la sua famiglia».

È il 10 marzo 2017 quando quattro sconosciuti si introducono nella proprietà dell’ oste per commettere un furto. Cattaneo si sveglia di soprassalto nel cuore della notte. Sono appena passate le 3 e con il figlio e la moglie scende dal primo al piano terra. A quel punto ha paura e imbraccia un fucile. Si sentono rumori dal cortiletto sul retro. Mario e il figlio senza pensarci due volte cercano di aprire la porta che dà su quel punto. Lo scopo è di farsi vedere dai ladri, per metterli in fuga.

Da qui, la ricostruzione dei fatti non smentita dai carabinieri del Ris di Parma, parla chiaro.

Quando riescono, a fatica, ad aprire la porta, uno degli aggressori afferra l’arma che Cattaneo impugna. Lui perde l’ equilibrio, cade e parte un colpo. Il colpo centra Petre Ungureanu, 32 anni, che cade a terra ferito. Morirà poco dopo. I tre complici lo portano fuori dalla proprietà.

Le perizie del Ris confermano anche che sull’arma sono presenti tracce di dna di un terzo soggetto, che non ha nulla a che fare con i familiari di Mario. Ungureanu, in piedi, viene colpito nella parte sottoscapolare sinistra a 1,34 metri da terra. Tenuto conto dell’angolazione del colpo risulta pacifico che la rosa di pallini parte dal basso diretta verso l’alto.

In più, la distanza della punta del fucile dal corpo di Ungureanu è di 60 centimetri e prima di colpire il malvivente i pallini attraversano 1 cartone. Ci sono poi le lesioni su Cattaneo a spiegare ulteriormente la dinamica: tre costole rotte e ecchimosi varie confermano la colluttazione con uno degli aggressori.

Al momento dell’ esplosione del colpo il ristoratore, sdraiato, non poteva vedere chi c’ era al di là del cartone. Questo lo rivela una ricostruzione tridimensionale siglata anche dall’ ex comandante del Ris Luciano Garofano. Ora rimane l’ipotesi di eccesso colposo che consisterebbe nella scelta di avere aperto la porta per andare dai ladri. Ma Cattaneo lo disse subito: «Temevo si stessero organizzando da fuori per sfondarla e tornare a farci del male».

«Noi – dice il procuratore di Lodi Domenico Chiaro – abbiamo detto immediatamente che, stando alle prime indagini, sarebbe andato a sostanziarsi in eccesso di legittima difesa». Ma il senatore Roberto Calderoli sentenzia: «Facciamo in modo che nessun altro Mario Cattaneo debba essere sottoposto al giudizio di un tribunale solo per essersi difeso a casa propria».

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