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Banca d’Italia, tutto sto casino? Deciso dalla Boschi per salvare padre, fratello ed ex fidanzato! Nessuno racconta questo scandalo allucinante?

LA VERGINE DELLE BANCHE – IL PADRE INDAGATO E MULTATO PER ETRURIA. L’ EX FIDANZATO PIAZZATO NELLA COMMISSIONE SUI CRAC. INTANTO MARIA ELENA BOSCHI BRIGA PER FAR FUORI IL GOVERNATORE DI BANKITALIA. PUÒ ACCADERE SOLTANTO NELL’ ITALIA DI RENZI

Maurizio Belpietro per “la Verità

A una tizia che abbia il padre multato dalla Banca d’ Italia dovrebbe essere impedito di decidere del prossimo governatore della Banca d’ Italia. E invece no.

A Maria Elena Boschi, figlia di Pierluigi, ex vicepresidente della Popolare dell’ Etruria fino al giorno in cui l’ istituto di Arezzo è stato commissariato dal ministro dell’ Economia su suggerimento della Banca d’ Italia, non solo è consentito di mettere becco su chi debba guidare via Nazionale, ma le è pure permesso di giubilare colui che, seppur indirettamente, contro il padre ha avviato una serie di iniziative, ultima delle quali una causa di risarcimento danni per un valore di 520 milioni.

Certo, in questo Paese ai conflitti di interessi, ma soprattutto agli intrecci fra faccende personali e decisioni istituzionali, siamo abituati. Tuttavia quelli che riguardano la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio li superano tutti in spregiudicatezza e disprezzo della decenza. La storia in breve è la seguente.

Come è a tutti noto, Pierluigi Boschi è stato per alcuni anni nel consiglio di amministrazione della banca toscana, prima come semplice consigliere e poi come vicepresidente. Per questo il papà dell’ ex ministra delle Riforme è stato multato tre volte: due dalla Banca d’ Italia per gravi carenze gestionali nella conduzione dell’ istituto e una dalla Consob per la scarsa trasparenza nell’ emissione delle famose obbligazioni subordinate, quelle – tanto per intenderci – piazzate senza alcun scrupolo nei portafogli di migliaia di risparmiatori senza che fossero informati dei rischi cui andavano incontro. Su Boschi senior poi pende ancora un’ indagine della Procura di Arezzo per bancarotta fraudolenta.

Come se non bastasse, il papà dell’ ex ministro diventata sottosegretario deve anche spiegare perché, nel bel mezzo della crisi bancaria che travolse la Popolare aretina, egli si sia rivolto a un noto bancarottiere e massone come Flavio Carboni. Incontrare il suddetto ovviamente non costituisce un reato, ma essendo l’ uomo al centro di numerose trame e soprattutto inseguito da molte ombre forse qualche problema di natura politica lo pone, soprattutto se si ha la figliola a Palazzo Chigi.

Come se non bastasse questo po’ di curriculum a consigliare a Maria Elena Boschi di stare alla larga da banche e dintorni, c’ è poi il curioso caso dell’ ex fidanzato del sottosegretario, ossia Francesco Bonifazi. Parlamentare anch’ egli e tesoriere del Pd, non solo è stato moroso, nel senso di innamorato, dell’ ex madrina delle riforme costituzionali, ma è pure socio del fratello.

Emanuele Boschi, dal 2007 al marzo del 2015 è stato un dirigente di Etruria, poi, dopo il commissariamento della banca, si trasferì per qualche tempo nello studio di Luciano Nataloni, un commercialista consigliere della banca toscana e pure lui, come papà Boschi, indagato per bancarotta. Lì pero il fratello della ministra è stato giusto il tempo necessario per accasarsi da Bonifazi. Il quale Bonifazi, oltre che socio del figlio dell’ ex vicepresidente di Etruria, è anche uno degli esponenti del Pd nella commissione parlamentare che deve indagare sul crac delle banche. Insomma, l’ uomo giusto al posto giusto.

E in tutto questo rincorrere di Boschi, padre, figlio, ex fidanzato e così via, che cosa succede? Capita che il Partito democratico su indicazione del suo segretario Matteo Renzi, un tipino-fino la cui fondazione è stata finanziata da Banca Etruria prima che questa saltasse, decide di votare una mozione parlamentare per chiedere la testa di Ignazio Visco, ossia del governatore della Banca d’ Italia.

E a chi viene sottoposto il testo per l’ approvazione se non addirittura per la redazione? Risposta ovvia, a una persona al di sopra delle parti, ossia a Maria Elena Boschi, la quale ne è informata prima del presidente del consiglio e addirittura lima e integra la mozione che deve servire a far secco Visco e rifarsi una verginità bancaria.

Ultima annotazione: la Boschi, quella che traffica per mettere un nuovo governatore, è la stessa che trafficava per far comprare Etruria da Unicredit, così da far pagare alla banca di Federico Ghizzoni il crac dell’ istituto vicepresieduto dal papà. Tutto torna.

Anche la faccia di tolla.

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