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“Sai quel dito dove devi metterlo?” la strepitosa risposta di feltri alle accue di Asia Argento dopo la balla dello stupro a scoppio ritardato

di Vittorio Feltri

Libero è stato attaccato da varie parti per aver commentato la vicenda di Asia Argento, la quale ha dichiarato di essere stata violentata dal produttore cinematografico americano Weinstein. Il nostro valente Renato Farina, in sintesi, ha scritto che cedere alle avances del boss per fare carriera è prostituzione e non stupro. Difficile sul piano tecnico e giuridico dargli torto. All’epoca dei fatti la figlia di Dario aveva 21 anni, età in cui poteva votare essendo maggiorenne. Il che significa che era responsabile delle sue azioni. Al cento per cento. Se Asia ha accettato le profferte del signore in questione, si vede che aveva la sua bella convenienza. Quale? Recitare in un film o in vari film. Altrimenti lo avrebbe mandato, probabilmente, al diavolo.

Non è una bella cosa farsela dare da una ragazza promettendole mari e monti, ma non è una bella cosa neppure donarsi per ottenere un vantaggio. Pertanto siamo di fronte a due persone con una moralità poco solida. Madame Argento, forse per pudore, non ha mai rivelato la sua triste esperienza. Ha aspettato un ventennio a raccontarla urbi e orbi, quando il potente produttore si è trovato al centro di uno scandalo. Un pentimento tardivo e quindi non genuino. Trattasi di vendetta? Questo sarà difficile accertarlo. Ma prima di condannare Weinstein, è meglio aspettare venga processato e siano chiarite le sue eventuali colpe. La presunzione di innocenza vale per chiunque.

Comunque l’attrice ha reagito alle nostre osservazioni logiche e a quelle di altri postando una propria fotografia sui social in cui ella è ritratta col dito medio irrigidito e rivolto verso l’alto, il cui senso è il medesimo di un sonoro vaffanculo. Una volgarità degna di una che la dà via per strappare un favore. Sarebbe stato più opportuno che Asia, per giustificarsi, avesse detto: «Cari amici, ho acconsentito a giacere con l’orco per motivi alimentari e allo scopo di soddisfare le mie ambizioni, e ciò mi ha devastata psicologicamente. Voi evitate di cedere a certi ricatti più o meno celati che segnano per la vita». La sincerità paga sempre. Lei avrebbe lanciato un messaggio utile, invece ha puntato il dito accusatorio venti anni dopo aver subìto il presunto torto. Il che è stato ed è diseducativo e offende quelle donne a cui non è data alcuna facoltà di scelta e sono abusate, prese con la forza, poi gettate in strada quali stracci.

In effetti la signora Argento non si è ribellata, ha deciso di sottostare alle pretese del produttore perché redditizio. Ha agito bene o male? Nessuno la giudica. Ma ci risparmi il fervorino della vittima, della pecorella smarrita, di Cappuccetto rosso minacciata dal lupo cattivo. Fa ridere che una giovanotta di 21 anni non sia stata in grado di respingere le bramosie di un vecchio porco. Pensiamo piuttosto alle povere donne brutalizzate da energumeni con la bava alla bocca e totalmente disarmate dinanzi ai muscoli e alla prepotenza di veri delinquenti. Quel dito medio sessista (lo segnaliamo alla presidente Boldrini), cara Argento, se lo tenga per lei, le può servire per schivare altri incidenti.

 

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