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Aveva ragione il Sindaco di Amatrice: ma quali terremotati! Dove sono davvero finiti i milioni donati dagli italiani

Franco Bechis per Libero Quotidiano

Ci sono altre tre scuole – due nel Lazio e una in Abruzzo – la cui ricostruzione post terremoto era stata finanziata dallo Stato ed ora è stata sostituita dai fondi privati donati dagli italiani con i loro sms. Dopo il clamoroso caso della scuola secondaria di primo grado a Collevecchio, comune in provincia di Rieti fuori dal cratere del sisma, spuntano dunque situazioni quasi analoghe.

Erano state inserite nel finanziamento statale di 75 milioni previsto dalle ordinanze n. 33 e n. 35 del commissario per la ricostruzione Vasco Errani, ma riceveranno lo stesso i fondi degli sms per essere ricostruite la scuola di infanzia Villaggio S. Maria di Rivodutri (Rieti), e la scuola primaria e secondaria di primo grado di Poggio Bustone (Rieti). Il terzo istituto che era stato finanziato dallo Stato e ora è stato dirottato sugli sms degli italiani è il Liceo scientifico Aereonautico G. D’ Annunzio di Corropoli in provincia di Teramo che non è dichiarato completamente inagibile e ha bisogno di lavori antisismici di adeguamento.

Tutti casi di ricostruzione che non solo avrebbe dovuto essere, ma erano pure – con tanto di decreto – a totale carico delle finanze pubbliche. Usare i soldi degli sms per quelle opere significa quindi approfittare delle donazioni degli italiani per risparmiare qualcosa dei finanziamenti pubblici già erogati.

A differenza del caso di Collevecchio queste tre scuole erano situate in comuni che sono rientrati nel cratere del terremoto o dopo le scosse dell’ ottobre scorso o dopo quelle di gennaio, e risultavano nell’ elenco confermato dalla presidenza del Consiglio dei ministri per la ricostruzione già finanziata esattamente come il centro di formazione professionale alberghiero e convitto di Amatrice che invece non è stato interessato come nulla in quel comune – il più martoriato dal sisma – dall’ utilizzo delle donazioni degli italiani via sms o bonifico bancario.

Il caso più clamoroso di queste scuole è per altro quello di Poggio Bustone, il paese del reatino legato alla figura del suo cittadino più illustre: il cantautore Lucio Battisti. Paese di circa 2 mila abitanti a poco meno di 800 metri sul livello del mare, Poggio Bustone non era stato danneggiato in maniera significativa dal sisma del 24 agosto del 2016. I problemi sono nati con la scossa della sera del 28 ottobre successivo, quando il sindaco Deborah Vitelli ha firmato l’ ordinanza di chiusura della scuola elementare e media in via Francescana.

L’ anno scolastico è poi proseguito – e anche quello nuovo si sta svolgendo – distribuendo i 150 bambini e ragazzini in altri complessi di comuni vicini. Il 16 gennaio scorso la giunta comunale ha deciso di non restaurare la scuola già esistente, ma di acquistare un terreno a destinazione agricola di 2.800 mq distante dal paese dove ricostruire la nuova scuola elementare e media cambiando la destinazione d’ uso prevista dal piano regolatore.

La decisione ha diviso consiglieri comunali e popolazione, perché molti avrebbero preferito procedere con i lavori di restauro della vecchia scuola. Ma la cosa più clamorosa in questa storia è che quella stessa scuola aveva ricevuto nel 2009 i finanziamenti del governo alle Regioni per i lavori necessari a renderla antisismica.

I sindaci pro tempore avevano avviato la verifica tecnica che era stata seguita dall’ ingegnere Fabrizio Panfilo, stabilendo un importo complessivo dei lavori di 835.732,22 euro. Le spese progettuali furono pagate, il bando per i lavori pubblicato, ma non ebbe mai seguito. Quei lavori che avrebbero evitato il danneggiamento della scuola nell’ ottobre 2016 non sono mai stati eseguiti e i fondi pubblici sono stati perduti e riassorbiti nel bilancio dello Stato. Una storia di mala politica, che oggi si mette in conto alle donazioni degli italiani attingendo 2,7 milioni dagli sms della fine dell’ estate scorsa.

 

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