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“ALLE FESTE AVEVA SEMPRE LA COCA MIGLIORE, INGURGITAVA QUAALUDE E ALL’ALBA SI FIONDAVA IN GAY CLUB ILLEGALI”: ECCO CHI ERA DAVVERO DODI AL.FAYED, L’ULTIMO AMANTE DI LADY DIANA

1. CHI ERA DAVVERO DODI FAYED? L’AMANTE DI DIANA ALLE FESTE AVEVA SEMPRE LA COCA MIGLIORE, INGURGITAVA QUAALUDE E ALL’ALBA SI FIONDAVA IN GAY CLUB ILLEGALI
2. TUTTO RACCONTATO IN ‘INSIDE STUDIO 54’ DA MARK FLEISCHMAN, PROPRIETARIO DELLA DISCOTECA SIMBOLO DELL’EDONISMO NEWYORKESE ANNI ’70-80. CHE SPUTTANA I SUOI RICCHI E FAMOSI CLIENTI, DA ROBIN WILLIAMS E JOHN BELUSHI STRAFATTI ALLE ORGE LIBERE ANZI OBBLIGATE: ‘ERO IL CAPOBANDA DI SODOMA E GOMORRA’

Kaileen Gaul per “Daily Mail

L’amante di Diana, Dodi Fayed, era un invasato di cocaina che frequentava gay club illegali all’alba in cerca di edonistico sballo. Morì con la principessa nell’incidente a Parigi. Aveva con sé sempre coca buonissima durante le sue incursioni in feste pericolose che si tenevano in edifici abbandonati.

Il playboy era un cliente fisso dello ‘Studio 54’, dove supermodelle e leggende di Hollywood si strafacevano di droga e scopavano in ogni angolo. A raccontarlo è Mark Fleischman nel suo memoir ‘Inside Studio 54’, in uscita il 19 settembre. Fu proprietario del locale dal 1981 al 1984 e scrive: «Dodi amava il Quaalude, la coca di qualità e le donne bollenti. Ne aveva sempre tante intorno».

Insieme frequentavano club illegali nelle zone pericolose di New York, alle 5 del mattino. Con Liza Minnelli, Rick James, Joe Cocker, Vitus Gerilaitis, Tony Curtis, Jack Lemmon, Robin Williams, John Belushi e Nick Nolte, arrivavano in limousine alle feste, dove ‘Dodi aveva sempre la coca migliore».

Il gruppo andava spesso al ‘Crisco Disco’, club della Grande Mela che aveva preso in prestito il nome da una nota marca di margarina, popolare lubrificante fra gli omosessuali. Fleischman scrive che il proprietario Hank Davis sembrava ‘un vampiro gay che godeva a vederli sniffare un misto di cocaina e ketamina, o la “Special K”, un allucinogeno che lui stesso aggiungeva a loro insaputa.

A Robin Williams piaceva stare nella cabina del dj e guardare la folla: «Aveva un enorme appetito di coca e alcol. Sembravano calmarlo, lo rendevano meno folle. Si rilassava e si divertiva di più. Belushi era molto divertente ma diventava meschino quando ubriaco o strafatto. Sospettavo che si facesse di crack». Nell’epoca pre-Aids era normale fare sesso con sconosciuti nell’area Vip.

Fleischman ricorda un capodanno sul jet privato di Dodi: «Ci intrattenevano varie hostess attraenti, poi la festa è proseguita a New York e l amia fidanzata mi ha mollato. Non sapevo più che giorno fosse, né quali appuntamenti avessi. Ho passato la notte nella suite del Plaza con Dodi ma non ho memoria dei dettagli. Ho solo subito le conseguenze, perdendo una donna di cui ero pazzo».

Alla fine Fleischman si disintossicò alla “Betty Ford Clinic”, vendette lo Studio 54 e attualmente gestisce un resort salutista in California. Intanto nelle 323 pagine cita MickJagger, Bowie, Jack Nicholson, Warhole e altri: «Finii in un mondo di celebrità, droga, potere e sesso. Ero il capobanda di Sodoma e Gomorra».

 

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