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FRANCIA IN RIVOLTA PER IL “REGALO” DI MACRON ALLA MOGLIE CON I LORO SOLDI

Quando le chiedono se si sente a suo agio nel ruolo di «première dame» di Francia, risponde così: «È un lavoro che faccio con piacere». Ma ora che suo marito e presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, vuole ufficializzare il suo ruolo, affidandole persino un tesoretto, la stampa francese inizia a domandarsi anche quanto costerà Brigitte Macron ai contribuenti, nel momento in cui divampano le polemiche attorno ai tagli draconiani della spesa pubblica.

Il settimanale Valeurs Actuelles, nel suo ultimo numero, ha sbattuto il suo volto in copertina, sotto il titolo: «La vice-presidente». Perché nonostante si sia fatta più discreta rispetto all’iperattivismo mostrato durante la campagna elettorale, la Brigitte nazionale resta la figura più influente presso il capo dello Stato francese, al punto che alcuni ministri e consiglieri interni all’Eliseo temono che la sua libertà possa provocare danni nel futuro prossimo.
«Le persone passano da lei per tutto ciò che non è in agenda. Non si cerca di contattare il consigliere per le questioni culturali dell’Eliseo, si passa da Brigitte. A dire il vero, numerosi consiglieri non esistono. Tutto passa da Brigitte. Tutti lo sanno e la chiamano», sussurra in forma anonima un collaboratore ministeriale.

La quantità enorme di lettere che Brigitte riceverebbe ogni giorno – almeno 140 -, sarebbe appunto legata al fatto che le persone che vogliono entrare in contatto con Macron per discutere di un determinato argomento sanno che tramite la sua figura il passaggio dell’informazione si accelera. «Scrivimi quello che vuoi dirgli, glielo comunicherò stasera», dice Brigitte agli interessati che vogliono bypassare i consiglieri macronisti. Il peso politico di Brigitte, insomma, è molto più rilevante di quello che sembra.

Alcuni sono convinti che la sua presenza sia un atout per il presidente francese, i più perfidi, invece, dicono che è una sorta di «regina madre», il Pigmalione di Macron, talvolta troppo ruvida e tranchant. Di certo, sono in molti a considerarla come una figura ingombrante. Tra questi i deputati della République en marche all’Assemblea nazionale, indispettiti dal fatto che Brigitte avrà uno statuto ufficiale, mentre loro, nel quadro della legge sulla moralizzazione della vita pubblica, non potranno assumere come collaboratore nessun familiare. Insomma, perché lei sì e noi no? Macron fa orecchie da mercante ed è convinto più che mai di voler «chiarire», come ha dichiarato, il ruolo di sua moglie alla rentrée.

Secondo quanto scritto da Valeurs Actuelles, Brigitte non sarà remunerata, ma avrà, fatto inedito nella Quinta Repubblica, un budget a sua disposizione, tramite il quale potrà pagare i suoi quattro collaboratori, oltre che cinque persone incaricate di aprire le 140 lettere quotidiane. La notizia, già in circolazione da qualche giorno, sta facendo molto discutere, proprio perché emerge nei giorni in cui il ministro delle Finanze, Gérald Darmanin, ha annunciato una riduzione di 4,5 miliardi della spesa pubblica – 850 milioni di euro solo di spesa militare, fatto che ha portato alle dimissioni del generale De Villiers, ex capo di stato maggiore degli eserciti. Ma lo «statuto speciale» di Brigitte è oramai cosa fatta.

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